MILAZZO, PROSCIOLTO DA OMICIDIO STRADALE PERCHE’ “IL FATTO NON SUSSISTE”
“Il fatto non sussiste”: questa in sintesi la motivazione della sentenza di non luogo a procedere nei confronti del motociclista sessantunenna ing. Stefano Ratti, accusato di avere investito ed ucciso il settantasettenne Francesco Mazzeo, in via Marinaio d’Italia, mentre passeggiava con il suo cane.
Il giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto, dott. Giuseppe Sidoti, doveva decidere in merito all’incidente stradale avvenuto il 6 giugno 2024 lungo l’arteria di Ponente a Milazzo. Il Mazzeo, che stava attraversando la carreggiata, morì a causa di un grave politrauma con fratture multiple e adinamia cardiaca terminale.
Durante l’udienza preliminare la difesa, rappresentata dall’avvocato Andrea Calderone, ha sollevato una eccezione di nullità. Infatti gli accertamenti tecnici irripetibili disposti in fase d’indagine non sarebbero stati notificati al difensore di fiducia, e si sono svolti alla presenza del solo difensore d’ufficio. Motivo questo che ha portato alla decisione del dott. Sidoti di accogliere l’eccezione dichiarando nulle le consulenze tecniche prive di valore probatorio.
Tale decisione ha fatto venir meno l’impianto accusatorio, per coi l’ing. Ratti è stato prosciolto «perché il fatto contestato non sussiste».
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