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MILAZZO, RIFLESSIONI DEL SINDACO MIDILI APPARSE SUL SUO PROFILO FACEBOOK

PIPPO-MIDILI MILAZZO, RIFLESSIONI DEL SINDACO MIDILI APPARSE SUL SUO PROFILO FACEBOOKPUBBLICHIAMO QUANTO SCRITTO DAL SINDACO PIPPO MIDILI. Sul suo profilo Facebook ci sono i commenti dei lettori: a costoro vengono date delle risposte.

Oggi condivido alcune riflessioni, un post lungo, da leggere e non semplicemente da guardare. Ho letto in queste settimane ed in questi mesi riflessioni ed opinioni che mi hanno invitato a scrivere. Chi ha criticato la scelta delle persone in Giunta gridando al Cencelli ed ai diktat ricevuti. Chi ha fatto lunghe pensate su persone che da sinistra sono state accanto a questa amministrazione e che quindi avrebbero tradito valori e ideali. Chi ha assunto onori su cose belle nelle quali non è mai entrato realmente.

Poi ci sono state le analisi politiche sul voto, sul perché 11 mila Milazzesi (sono veramente tanti) hanno scelto di votare il Sindaco uscente e su chi ha vinto e perso le elezioni. Le ho lette tutte. Poco importa se le ho apprezzate o meno. Sono opinioni ed in quanto tali vanno accettate.

C’è anche la mia da stamattina. Ed è questa. Tutti a parlare della Giunta. Alcuni, i più chic, hanno detto che prima di un giudizio definitivo avrebbero atteso (ma quello immediato è stato, per me, di pessimo gusto), altri hanno detto che è inutile fare politica per le persone di alto profilo professionale o intellettivo perché vincono sempre i patronati. Strano se ne accorgano a Milazzo. Perché qualche anno fa l’Italia è stata governata a braccetto da chi ha voluto il Reddito di Cittadinanza ed il bonus 110 (se non è assistenza esagerata questa ditemi voi cosa è) e da chi predicava contro gli immigrati e contro la politica degli sprechi al Sud.

Non mi sono scandalizzato per il governo giallo verde, dovrei farlo per delle persone perbene e di gran voglia che non potrebbero mai produrre lo stesso danno fatto alcuni anni fa a livello nazionale? No, scusatemi, proprio no.

E chi ha parlato contro la Giunta non si è mai candidato perché dietro le quinte si sta meglio e si critica che se poi chi ti sta simpatico vince puoi sempre chiedere un posto in prima fila o di sottogoverno ma solo perché saresti meglio degli altri.

La politica è servizio. E se su questo concordiamo, la gente vota per chi ogni giorno riesce a sollevarla da problemi piccoli o grossi che siano. Non voteranno mai per chi parla di massimi sistemi esponenziali e dà lezioni dall’alto delle posizioni sociali raggiunte, per meriti per carità, ma senza aver mai realmente capito cosa significhi dover pensare la notte a come mettere a tavola da mangiare il giorno dopo (ho detto come, non cosa).

Scendere in Piazza o fare comunicato su come sarebbe bello il mondo se.. , non basta. Bisogna mettersi tutte le mattine a cercare una soluzione ai problemi sottolineati sennò si fa demagogia e basta. L’associazionismo militante non può essere scambiato per pulpito semi privato da cui spendere il proprio verbo. Ancora peggio chi, dopo che altri hanno trovato la soluzione, ne accampa meriti perché “io l’avevo pensata anni fa, poi sono stato impegnato a pensare a tante altre cose. Ecco perché non l’ho risolta io”.

E mentre l’intellettuale, il socialmente impegnato studia, la storia della nostra città se ne va, i giovani scappano, le bellezze naturali vengono violentate. Salvo poi accusare di tutto ciò chi invece rimette in moto la città e cerca di salvare il salvabile. C’è chi, anche stando da un’altra parte politica, ha compreso che la città andava aiutata ed ha preso parte e continua a farlo perché il bene Comune è superiore agli ideali, al proprio ego ed alla stizzita volontà di sovvertire i risultati elettorali con delle incredibili riflessioni su chi ha vinto e chi ha perso o, ancora peggio, interpretando il pensiero di chi alle urne ha premiato il lavoro fatto nell’ultimo mandato.

In mezzo a tutte le azioni di cui sono stato accusato, nessun politicamente intellettuale cittadino ha scritto che questa città è passata dal 12% al 70% di raccolta differenziata. Parliamo non di un piccolo borgo di poche migliaia di anime o di una cittadina arroccata e con poche vie da servire. Parliamo di un Comune di 30 mila abitanti con utenze raddoppiate per quattro/cinque mesi l’anno. Nessuno ha sottolineato l’importanza del recupero di due Teatri, Trifiletti e Castello, di un luogo come l’asilo Calcagno, dell’acquisizione di beni patrimoniali abbandonati e rivitalizzati a fini sociali con una patrimonializzazione dei beni di oltre il 150%. Del dimezzamento del debito pubblico. Dei tanti interventi viari di vie di fuga e di grande utilità per tutti i cittadini. Del recupero della legalità amministrativa da parte di tanti utenti abituati ad altro. Ai tanti progetti finalmente sviluppati ed in via di finanziamento per risolvere i problemi atavici della nostra città. Senza quei progetti non ci sarebbero oggi le basi per risolvere i problemi. La politica locale si sarebbe limitata ad imitare l’associazionismo di facciata o intellettuale. Parole e mai un fatto.

Ho sempre detto che noi non siamo migliori o peggiori di altri. Siamo diversi. Nel modo di agire e di pensare. Io personalmente non avrò un bel carattere, ma ho un carattere. Ho sempre dialogato con chi politicamente ha ruoli più importanti ma ho scelto autonomamente per la nostra città. 11 mila cittadini lo hanno capito ed apprezzato. Ora cerco di portare le esigenze del territorio provinciale a Messina, in città metropolitana. Lo faccio con la stesso modo con cui ho amministrato Milazzo. Cercando risultati e soluzioni ai problemi di e per tutti i comuni del nostro territorio. Nei prossimi giorni mi avvarrò delle consulenze di alcune persone che ritengo possano dare un contributo di crescita alla nostra città.

Intendo la politica così. A volte giocando per la squadra o facendo semplicemente il tifo. Altre essendo protagonista. Non amo chi vive la politica solo per vincere o per stare nei posti di comando. In alcuni casi chi ha ricevuto beneficio dal gruppo o da tante persone dovrebbe essere in condizione di scendere dal posto di guida e spingere la macchina che altri si accingono a guidare.

Se non si riesce a farlo non si può fare percorso politico accanto a me. Ci sono altri lidi ed altri posti dove potersi esprimere con quel tipo di fare politica, giusto farlo lì. E c’è chi lo ha già fatto. Li ringrazio, perché stare insieme senza condividere il fare di ogni giorno, non avrebbe avuto senso.

Benvenuto a chi, invece, ha compreso il nostro modo di fare politica e di amministrare le città.

Ci sono anche loro e, permettetemi di dire, per fortuna.

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