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MILAZZO, RIFLESSIONI SUL CONGRESSO MONDIALE DEI MEDICI SCRITTORI

andriolo-al-congresso MILAZZO, RIFLESSIONI SUL CONGRESSO MONDIALE DEI MEDICI SCRITTORIdi Salvino CAVALLARO

Partecipando all’apertura dell’assise del Congresso Mondiale dei Medici Scrittori a Milazzo, ho riflettuto quanto sia importante per una città promuovere congressi di tale levatura culturale a beneficio della propria immagine nel mondo.

Ma c’è una considerazione da fare, ed è lo sforzo nell’organizzare simili convegni mondiali che prevedono innumerevoli problemi logistici, economici e di intese linguistiche. Chi arriva dalla Bulgaria, piuttosto che dal Portogallo, dalla Francia, dall’Inghilterra e da qualsiasi altra parte del mondo, deve essere assecondato nella propria lingua e in un programma perfetto per il soggiorno nel periodo previsto dal congresso. Da quanto mi risulta, tutta questa montagna di problemi riguardanti tale organizzazione è stata affidata a una sola persona che, essendo cittadino di Milazzo, se ne è fatto carico con tutte le problematiche di cui abbiamo parlato pocanzi.

Alla luce di tutto ciò, per meglio curare l’immagine della città mamertina, sarebbe stato opportuno una maggiore attenzione collettiva nell’agevolare un programma di base, concreto ed efficiente.

Tuttavia, a parte ogni considerazione di questo genere, mi pare che, nonostante tutto, Milazzo stia facendo la sua parte di città storico – culturale e paesaggistica dalle grandi bellezze.

In fondo, era proprio questo il messaggio di chi ha voluto fermamente il 67mo Congresso dei Medici Scrittori a Milazzo: e cioè l’orgoglio della propria città nell’elevarsi nella vetta più alta della cultura, richiamando l’attenzione del mondo.

E per questo gli diciamo GRAZIE! 

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