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MILAZZO, SAPPIAMO GIÀ CHI PERDERÀ LE ELEZIONI

elezioni-amministrative MILAZZO, SAPPIAMO GIÀ CHI PERDERÀ LE ELEZIONIdi Cristoforo TRAMONTANA

Da mesi, qui a Milazzo, è in atto il suicidio collettivo della politica.

Sei candidati, sei aspiranti ad amministrare la città che nonostante, per numeri, offrano una variegata proposta elettorale tralasciano le idee che potrebbero dar respiro al futuro, anteponendo il libero andirivieni di veleno.

Uno spettacolo indegno: un parterre dove l’unico obiettivo non è costruire, ma annientare moralmente l’altro e, qualora fosse lecito, anche fisicamente, visti i toni con i quali giornalmente misurano le loro pseudo capacità oratorie.

Eliminata senza appello la dialettica, un vocabolario di insulti, insinuazioni e livore personale, ha preso il sopravvento. Mentre i cittadini attendono di affermare le proprie scelte, i sei contendenti giocano a chi scaglia la pietra più gravemente lurida, convinti che l’etica distruzione dell’avversario equivalga alla propria vittoria. Ma che vittoria potrà mai essere?

Chi vincerà sulle macerie del buonsenso governerà solo un deserto di credibilità.

Questo parapiglia produrrà un unico risultato: incrementerà l’astensionismo. Il cittadino medio, nauseato dai toni aggressivi e dall’assenza di contenuti, finisce per percepire la politica come un mondo autoreferenziale e dannoso, decidendo di rimanere in casa il giorno delle elezioni. Al seguito di queste linee guida il voto non sarà più un atto di fiducia in un progetto ma, una scelta basata sul disprezzo.

Questa è la politica del vuoto assoluto, l’insulto appartiene a coloro che non sono in grado di argomentare. Demonizzare è l’affermazione della propria incapacità progettuale e della volontà di distrarre l’attenzione da propositi malfermi e ambigui.

È la tattica del disperato quella di sollevare il polverone dell’odio per nascondere l’assenza di soluzioni concrete e efficaci.

Elettore non farti ingannare! Il coro di aggressività non è forza, è semplice debolezza intellettuale che, oltre a infastidire, diventa offesa diretta verso ogni cittadino che, mentre sta in attesa di risposte, viene investito solo dagli schizzi di fango. Se questo è il livello della sfida, il vero sconfitto è già decretato: sarà il milazzese, trattato come lo spettatore di un teatro degradato anziché come il protagonista del futuro della sua città.

È tempo di abbracciare il silenzio degli insulti lasciando lo spazio al frastuono dei fatti. Se non sapete parlare della città, tacete del tutto e per sempre.

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