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MILAZZO, UNA PROTESTA COME TANTE ALTRE CHE GIUNGONO AL GIORNALE

ALBERI-TAGLIATI-UMBERTO-I-scaled MILAZZO, UNA PROTESTA COME TANTE ALTRE CHE GIUNGONO AL GIORNALERicordate “VIA UMBERTO I, LA STRAGE DEGLI ALBERI…”. E’ stato un articolo pubblicato il 9 dicembre 2015. L’ho voluto riprendere per rinfrescare la memoria…

La via Umberto I è la strada fra le più importanti in Milazzo; ricca di grandi edifici storici di tutto riguardo, purtroppo costantemente ingorgata visto che sostare in doppia fila è norma; spesso è al buio; con un numero infinito di stalli per diversamente abili che, se sono tutt’ora attualinulla quaestio. Sui marciapiedi – recentemente rinnovati – sono state realizzate aiuole con bordo rialzato che sono fonte di cadute ed urti per pedoni e, come se non fosse già abbastanza, trattata peggio della foresta amazzonica in fase di disboscamento arbitrario. Cosa questa che fa il paio con la nostra “abusata” Via Umberto I°, lungo la quale – nel tempo ed anche in epoche vicinissime ai nostri giorni – sono stati abbattuti ben 28 di quegli alberi che la adornavano e che costituivano parte del verde pubblico cittadino sulla quale sacralità non è il caso di parlarne.

Ci si chiede quali siano stati i motivi così drastici per giungere a tale decisione e quale sia l’organo comunale che abbia deciso in tal senso.

Perché, se è vero come è vero, che il verde pubblico è sacro, non si riesce a condividere la scelta: un attento sopralluogo sui 28 siti/albero ci ha consentito di constatare la totale integrità del moncone di tronco rimasto in bella vista a dimostrare il suo buon stato di salute. A rigor di logica – se non vi è abuso e se la “sentenza” di abbattimento è stata emessa da periti esperti in materia – si può dedurre che con tempestività inusitata si sia deciso per la eliminazione anticipata per evitare ipotizzabili danni a terzi. Ma tutto ciò è facilmente escluso atteso che sui monconi di tronco lasciati in bella vista, a perenne ricordo dello scempio, non si nota alcuna traccia di di marcescenza, né muffa, né di ammaloramento. Invece, a ben guardare i moncherini rimasti si notano fibre fittissime e taglio ben compatto che ancora pretende una giustificazione.

Abbiamo cercato di documentarci sul sito ufficiale del Comune, con l’intento di trovare un “Regolamento del verde pubblico” che potesse informarci sulle modalità operative ed autorizzative che hanno preceduto l’abbattimento degli alberi.

Nulla abbiamo trovato in proposito se non un link a sfondo pubblicitario per imprese in grado di tagliare alberi: https://comune.info/comune-milazzo/preventivo-abbattimento-alberi/ ed alcuni altri tutti sullo stesso argomento: “Approvato il regolamento per l’adozione degli spazi verdi” – quale atto di alleanza civile”. http://www.milazzoincomune.com/2014/10/approvato-il-regolamento-per-ladozione.html

Affidarsi, quindi, alla generosità e competenza dei cittadini…

Veramente sconfortante se è solo questo l’impegno del Comune e dei suoi tecnici a dimostrazione dell’interesse per il verde. Nulla che stabilisca veti, regole, comportamenti per l’abbattimento di alberi del patrimonio di tutti; basta una sega da boscaiolo e l’albero è spacciato per sempre…forse anche col plauso di chi lo aveva sullo stomaco o sul negozio.

Chissà quali misteri?

Ma non c’erano gli ambientalisti in questa città?

9 dicembre 2015 ai nostri giorni

Ecco, dopo questa necessaria premessa, l’aggiornamento: e fu così che la montagna partorì tanti alberini….come se fossimo nella miseria più nera. Pazienza !

“Volsi così colà dove si puote ciò che si vuole e più non dimandare”

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