MILAZZO, VIA COL. BERTE’: INUTILE TAPPARE I BUCHI! QUI SI DEVE FARE TUTTA LA STRADA! APPELLO PER LA NUOVA AMMINISTRAZIONE
Una carriola di terriccio e un poco di asfalto non bastano più! E i residenti lo sanno benissimo. Nonostante tutto, da anni la strada cede, si aprono le voragini, e il comune dimostra la sua efficienza appaltando lavori con i soldi dei contribuenti o provvedendo in proprio ad effettuare il ripristino, coprendo i buchi e restituendo in perfetta efficienza il manto stradale di via col. Bertè. Sì, perchè le ultime foto, in ordine di tempo, si riferiscono proprio a questa strada, nata come collegamento fra la via Risorgimento e piazza Sacro Cuore oltre sessant’anni fa. Una strada lungo la quale si trovano allineati palazzi risalenti al periodo della crescita edilizia urbana. La nascita di questa nuova arteria ha fatto diventare la periferia estrema, irraggiungibile, sconsigliata, una prosecuzione del centro, e proprio essa ispirava il nuovo disegno di urbanizzazione della città il cui nucleo residenziale si spostava verso Sud, fino a creare una realtà alternativa.
La crescita fu resa possibile dalla nascita della Raffineria Mediterranea, con la gran mole di lavoro prodotto da migliaia di dipendenti, anche di altre ditte. La garanzia occupazionale, le retribuzioni, i continui appalti, le commesse, le forniture di prodotto raffinato ai mercati interni, gli ordinativi nazionali ed esteri, furono tutti fattori che incoraggiarono la corsa all’immobile e l’ulteriore espansione nelle zone individuate molto tempo prima dal Piano Regolatore Savoja, e che in pochissimi anni avevano visto sorgere su terreni agricoli, orti e giardini palazzi a cinque, sei e sette elevazioni, edificati con criteri antisismici, in maniera più funzionale, con comfort ed innovazioni tecnologiche. Per molti milazzesi, nati e cresciuti in quartieri storici e centrali, ma anche per chi abitava in comuni vicini, iniziava così il distacco dalle famiglie originarie. I componenti del nuovo nucleo familiare si riducono sensibilmente: marito, moglie e due o tre figli è la nuova tipologia, in sintonia con quanto stava avvenendo nel resto della penisola. Anche se vengono mantenuti i contatti con i genitori, è pur vero che questi ultimi rimangono nelle vecchie abitazioni, edificate secondo i canoni costruttivi di secoli prima e ricalcando schemi tradizionali.
La via col. Bertè vide sorgere enormi palazzoni, che si alternavano a quelle case ad una o due elevazioni oggi sacrificate per dare il posto ad altri palazzi costruiti con criteri differenti; ma la strada rimase quella originaria: marciapiedi dissestati, erbacce che ormai costituiscono la vegetazione spontanea che nessuno provvede ad estirpare, buche rattoppate con una carriola di asfalto, di netturbini neanche l’ombra, e voragini che si aprono sotto gli occhi dei passanti i quali osservano sfiduciati perché sanno che sono situazioni alle quali non si pone alcun rimedio.
La lunghezza di questa strada consiglierebbe una temporanea chiusura per ripristinare i marciapiedi, sostituendo le mattonelle e magari riducendo la loro larghezza visto che, in presenza di auto in sosta, un parcheggio all’americana è difficoltoso (le auto sono diventate come per miracolo più larghe rispetto ad una volta!), quindi la ricostruzione della sede stradale tenendo conto che essa rappresenta la fase più delicata e strategica dell’intero processo costruttivo: definizione delle caratteristiche funzionali, geometriche e strutturali dell’infrastruttura viaria, tenendo conto del tipo di traffico previsto, delle condizioni ambientali e della morfologia del territorio.
Si chiede troppo? Tenendo presente che fra meno di tre mesi i milazzesi saranno chiamati alle urne per rinnovare i vertici della città, il rifacimento della via col. Bertè potrebbe entrare fra i programmi della nuova amministrazione; a meno che non sia più conveniente tappare i buchi e continuare, finchè la barca va, come diceva un caro personaggio di nostra conoscenza!
Strumenti di condivisione:

Commento all'articolo