MILAZZO, VIA SPIAGGIA DI PONENTE; 18ENNE TRAVOLTA DA UN’AUTO, AUTOMOBILISTA IN FUGA. DOBBIAMO CONTINUARE?
Via spiaggia di ponente. Milazzo. Limite di velocità da rispettare, ma da qualche tempo in quella strada si è sempre portati a pigiare sull’acceleratore. Mancano i controlli, le foto ricordo, le sanzioni, persino il ritiro della patente. Purtroppo anche una banale distrazione, un messaggio inviato dal cellulare per sapere dove sei o cosa stai facendo, una risposta affermativa strisciando uno dei soliti emoticon, un improvviso colpo di sonno, una macchina che non osserva la precedenza, anche perché ognuno si sente padrone della strada; e molte altre attenuanti o scusanti per ciò che accade. Solo che questa volta l’automobilista (maschio o femmina non sa) ha messo sotto una diciottenne e pensando di farla franca si è dato (o si è data) alla fuga, omettendo il soccorso. Ritiro di patente, alcool test, denuncia per un sacco di reati lasciano il tempo che trovano. In poche parole, A PONENTE SE NE FOTTONO, anche se ammazzano una persona.
MA NON FUNZIONA COSI’. FORSE A MILAZZO SI’, PERCHE’ ORMAI TUTTI SE NE FOTTONO , tanto sanno che qui osservare la legge è un optional.
Chi vive a Ponente, in una di quelle case che costeggiano l’arteria pericolosissima nella quale si guida su due sensi di marcia opposti (e meno male, immaginate se a qualche cretino venisse l’idea di fare guidare in un senso di marcia che velocità si toccherebbero), in una di quelle case che hanno bisogno di una rinfrescata, e non solo per rifare la facciata sgretolata dalla salsedine, ma soprattutto per rinfrescare i muri esterni che trasudano e rimandano calore asfissiante, su quella riviera di Ponente svuotata di bagnanti, con le coppiette in auto e i guardoni appostati, corri ad affacciarti, tanto le serrande nemmeno le devi alzare, finestre e balconi sono “sbanticàti”, per l’ennesimo incidente che si sarebbe potuto evitare con un pizzico di prudenza.
Si affacciano tutti, non tanto per la curiosità, quanto piuttosto per verificare se c’è stato … il morto.
E allora, bestemmie a più non posso! Santi del calendario che vengono passati in rapida rassegna, anche se il morto non c’è. E strano a dirsi, non c’è neanche l’investitore, al quale qualcuno vorrebbe proprio “sceppargli” la testa: è scappato, nessuno sa niente, nessuno ha visto niente, e subito assolto perchè tanto non ha ammazzato nessuno.
Si prestano i primi soccorsi, si chiamano i Carabinieri, il 118. Ma del guidatore nessuna traccia. Ormai è lontano, convinto di averla fatta franca. E no, caro mio: sei stato immortalato dalle telecamere di sorveglianza della zona. Non ci hai fatto caso? Ci sono, per tua sfortuna… con tanto di filmato, con tanto di targa, con tanto di responsabile del quale i lettori vorranno sapere il nome. Non faranno niente: solo appagare la curiosità.
Anche stavolta nessuno ha messo in conto che prima o poi su quella litoranea di ponente, proprio nel tratto dove esiste un incrocio, dove c’è un attraversamento pedonale, dove c’è più confusione per la presenza di un locale pubblico, di un lido, di una struttura per disabili, di persone che attraversano, la morte è in agguato ed urgono immediati provvedimenti per scoraggiare la velocità, qualunque essa sia! Per mettere in sicurezza una strada che in passato ha fatto registrare vittime che solo con gli accorgimenti messi in atto dalla classe politica si sarebbero evitate. Al Tono i dissuasori di velocità, gli attraversamenti pedonali rialzati hanno avuto l’effetto desiderato. In questa parte di città ancora non si provvede.
Non dite che la strada è provinciale, offendereste l’intelligenza di chi scrive e di chi legge. Non ci sono limitazioni alla sicurezza, e ognuno deve assumersi le proprie responsabilità. Inutile piangere sul latte versato o sulla vittima innocente, falciata da una macchina, da un motore, da un qualsiasi veicolo che, di giorno o di notte, circola su una strada dentro il comune di Milazzo!
Anche se l’investitore, maschio o femmina che sia, si è dato alla fuga e verrà rintracciato: almeno di questo siamo certi.
Strumenti di condivisione:

Commento all'articolo