MOLINARI, CHIARO ESEMPIO DI SERVILISMO POLITICO.
di Cristoforo TRAMONTANA
Il panorama mediatico italiano offre uno spettacolo desolante a fronte di un giornalismo ridotto a megafono di potere, e l’assenza di un vero contraddittorio permette e rappresenta derive imbarazzanti.
L’ennesima conferma giunge dalle analisi geopolitiche di Maurizio Molinari, ex direttore di Repubblica, le cui tesi sul caro petrolio e sulla tragedia della Striscia di Gaza superano il confine del ridicolo per sfociare nel più becero macchiavellismo. Ascoltare Molinari che attribuisce l’impennata del prezzo del greggio esclusivamente all’invasione russa dell’Ucraina significa assistere a una deliberata mistificazione della realtà , nonostante questa narrazione ultra-atlantista faccia acqua da tutte le parti e serva solo a coprire il totale asservimento dei leader europei, ridotti a burattini privi di sovranità , sottomessi ai diktat e agli interessi di Washington e Tel Aviv.
Si tace scientificamente sul fatto che l’instabilità energetica sia alimentata dalle sanzioni selvagge, dalle minacce commerciali e dalle provocazioni nello stretto di Hormuz. Siamo davanti a un pretesto infame che ricalca fedelmente i capitoli più bui della storia recente che sfoggiano l’attuale propaganda contro l’Iran in perfetta sintonia con la replica della boccetta di finta antrace sventolata all’ONU da Colin Powell per giustificare il massacro e l’invasione dell’Iraq.
Stesse bugie, stessi burattinai, stesso schema criminale utile a nascondere i dazi aggressivi di Trump e i decenni di guerre scatenate da Israele in Medio Oriente. Ecco che, in maniera ancor più agghiacciante, il revisionismo sbandierato da Molinari sulla questione palestinese con l’arroganza di dichiarare in TV che “né Israele né Trump hanno mai parlato di eliminare il popolo palestinese”, descrivendo la pulizia etnica a Gaza come un “momentaneo allontanamento” per permettere di ricostruire le case, non è solo una farneticazione: è un insulto all’intelligenza collettiva, è un atto di complicità morale con chi è pronto all’eliminazione di oltre sei milioni di esseri umani. Spacciare lo sfollamento forzato, i bombardamenti, il genocidio e la distruzione sistematica per un bonario piano di riqualificazione urbana è un’operazione di un cinismo senza precedenti, che sputa in faccia a migliaia di vittime civili innocenti e disarmate.
L’operazione di diffamazione, dichiarata apertamente in tv, contro Francesca Albanese rea di essere foraggiata da gruppi vicini ad Hamas e di aver scritto menzogne sulla sua relazione, è un’altra delle (dis)informazioni prodotte dallo sfiduciato ex direttore di Repubblica, denunciato per diffamazione dai legali della Relatrice Speciale Onu.
Questo scenario sbatte in faccia all’opinione pubblica il crollo definitivo della credibilità della stampa mainstream italiana, i grandi quotidiani e i salotti televisivi non informano più, selezionano le notizie in malafede, applicano un doppiopesismo vomitevole e proteggono i crimini dei propri alleati occidentali stravolgendo la realtà .
È un’informazione ridotta a un teatrino di pupi che diffonde notizie prive di riscontro nel mondo reale.
È davvero questo il fango informativo che vogliamo continuare a tollerare?
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