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MORTI TRE CARABINIERI E FERITI 15 MILITARI DURANTE LO SGOMBERO DI UN’ABITAZIONE

Palazzina-esplosa-Chianti-690x362-1 MORTI TRE CARABINIERI E FERITI 15 MILITARI DURANTE LO SGOMBERO DI UN'ABITAZIONETre carabinieri sono morti e 15 tra militari, agenti di polizia e vigili del guoco sono rimasti feriti in un’esplosione che si è verificata in un casolare di Castel D’Azzano, in provincia di Verona.

La deflagrazione è stata provocata da una famiglia di tre fratelli che ha fatto saltare una casa colonica mentre era in corso uno sgombero. Due di loro, un uomo e una donna, sono stati fermati dalle forze dell’ordine, mentre un terzo familiare è tutt’ora ricercato nella zona. Anche la donna è rimasta ferita nell’esplosione, forse provocata proprio da lei. 

I tre fratelli sono già noti per due episodi con la stessa dinamica – la casa saturata di gas – avvenuti un anno fa. Si tratta di Franco, Dino e Maria Luisa Ramponi, agricoltori e allevatori con problemi finanziari e ipotecari. Prima in ottobre, e poi il 24 novembre del 2024 si erano opposti all’arrivo dell’ufficiale giudiziario aprendo una bombola di gas. Franco e Maria Luisa erano anche saliti sul tetto. Sul posto erano arrivati i vigili del fuoco, Carabinieri e Polizia locale, che dopo una mediazione avevano evitato il peggio.

Secondo le prime informazioni, le forze di polizia erano intervenute per sgomberare l’abitazione, al cui interno c’erano tre persone, quando c’è stata l’esplosione. L’intero casolare, di due piani, è crollato travolgendo i militari e gli agenti. Sul posto erano presenti anche i vigili del fuoco che sono intervenuti immediatamente, ma per i carabinieri non c’è stato nulla da fare. 

«È una tragedia incredibile, dei comportamenti assurdi. Da parte mia c’è un dolore incredibile». È il primo commento del procuratore capo di Verona, Raffaele Tito, giunto sul posto dell’esplosione. «Dovevamo eseguire – ha aggiunto – un decreto di perquisizione, si cercavano anche delle bottiglie molotov. Carabinieri e Polizia hanno cercato di agire in massima sicurezza e con tutte le attrezzature necessarie. Ma l’esito è stato inaspettato e molto doloroso». 

Bombole di gas e quel che resta di molotov sono state rinvenute nella casa colonica esplosa a Castel d’Azzano, nel veronese. I vigili del fuoco hanno recuperato 5 bombole che erano state collocate in più stanze della casa. e ora si trovano accatastate sul cortile. La casa era satura di gas fatto uscire, si presume, da più bombole vista la potente deflagrazione che ha fatto crollare lo stabile. Ad innescare la miccia sarebbe stata la donna, mentre i due fratelli si sarebbero trovati in una sorta di cantina e non in una stalla come si era appreso in un primo momento. Tutti e tre si erano barricati in casa.

La casa è completamente distrutta ed è avvolta dalle fiamme, il cui spegnimento sta occupando decine di pompieri. Numerosi i mezzi del Servizio di urgenza ed emergenza medica (Suem) che stanno operando. L’intervento dei sanitari è stato tempestivo perché alcuni si trovavano già sul posto come supporto alle forze dell’ordine per lo sgombero. Uno dei carabinieri morti è stato estratto dalle macerie mezz’ora fa.

Chi sono le vittime

Apparterebbero alle forze speciali i tre carabinieri morti nell’esplosione. Lo sgombero del fondo agricolo era programmato da tempo e dopo vari tentativi, andati a vuoto, anche perchè i tre fratelli avevano minacciato di farsi saltare in aria, sono stati invitai sul posto militari dei Reparti Speciali di Padova e Mestre, supportati dagli agenti dell’Uopi, dipendenti dalla Direzione Centrale Anticrimine, vista la delicatezza dell’intervento. In affiancamento sono stati aggiunti anche i vigili del fuoco e squadre di soccorso dell’ospedale. Le vittime prestavano servizio due a Padova e uno a Mestre. Lo riferisce il sindacato Sim dei Carabinieri che in una nota «si stringe alle famiglie e ai colleghi feriti». «Colleghi stimati e amati dai colleghi – afferma il segretario Antonio Serpi – dove prestavano servizio e dalle comunità, hanno onorato l’uniforme con umiltà, dedizione e altruismo, fino all’estremo sacrificio. Il dolore per la perdita dei nostri tre colleghi è profondo e colpisce tutta la famiglia dell’Arma. Siamo vicini, con commozione e rispetto, alle famiglie dei militari deceduti, ai colleghi feriti e a tutti coloro che in queste ore stanno operando tra le macerie con il consueto coraggio e spirito di servizio». 

Fonte: Il Messaggero – foto d’archivio

 

   

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