NAPOLI – INTER, UN PESSIMO ESEMPIO DI CALCIO DATO DA CHI E’ PAGATO FIOR DI MILIONI!
Assistendo alla partita di campionato Napoli – Inter di ieri 25 ottobre, ho provato un senso di vergogna per come si sono svolti certi atti che nulla hanno a che fare con il calcio. La forma diseducativa che è stata messa in atto dalla sceneggiata tra Antonio Conte e Lautaro è condannabile sotto l’aspetto di un messaggio sbagliato dato al mondo del calcio, soprattutto a quello giovanile e dilettantistico. E penso alle parolacce, ai gesti scurrili ben inquadrati dalle telecamere, quasi fosse uno spettacolo da vivere come qualcosa di positivo e costruttivo.
Conte contro Lautaro tenuti a debita distanza dai giocatori, dai dirigenti in campo, creando spintoni e assembramenti pericolosi nell’accendere una rissa che si poteva allargare a macchia d’olio.
Ma dov’è il calcio? Di cosa scriviamo di questa partita che ha vinto il Napoli, ma ha lasciato lunghi strascichi di polemiche?
E non è un caso che anche in tribuna stampa il focus delle domande dei colleghi siano state tutte sul chiarimento di quel diverbio che poteva diventare rissa. Un pò come dire che in questa partita il calcio tecnico e tattico sia passato in secondo piano.
E allora penso a quanto accade nei campi di calcio dei dilettanti e nelle tribune, quando assistiamo ad atti di violenza e maleducazione tra ragazzi in campo e genitori fuori dal campo. Quasi a pensare che se fior di personaggi ultra pagati con iperboliche cifre milionarie possono permettersi pubblicamente certe scene da film, non si vede perché non possa esserci l’emulazione della maleducazione nel calcio minore.
Si dirà con fare superficiale che “sono cose di campo”. Già – “cose di campo” – ma allora dov’è il segnale dato dal calcio in cui i valori educativi e sportivi vengono decantati in maniera ipocritamente assordante?
Ci si responsabilizzi sul fatto che l’immagine e i comportamenti di personaggi pubblici, siano determinanti per aiutare a migliorare il mondo. L’esempio arriva sempre dall’alto!
Salvino Cavallaro
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