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NON SI FERMA ALL’ALT… DIETRO FUGA C’ERA MOLTO PIÙ… STORIA DI UN INSEGUIMENTO.

ALT-POLIZIA NON SI FERMA ALL’ALT... DIETRO FUGA C’ERA MOLTO PIÙ... STORIA DI UN INSEGUIMENTO.Tutto parte da un varco elettronico: uno scooter risulta privo di assicurazione. La Polizia Locale di Inzago (MI) lo intercetta e intima l’alt, ma il conducente, un sedicenne, accelera…

Inizia così un inseguimento lungo la Padana Superiore. Il ragazzo procede a zig-zag, tenta di sottrarsi alla pattuglia, perde infine il controllo dello scooter e cade. Nemmeno allora si arrende, si rialza e prova a fuggire a piedi verso campagne e capannoni, prima di essere raggiunto e bloccato dagli agenti. Solo dopo il fermo emerge ciò che, qualche chilometro prima, nessuno poteva conoscere: lo scooter era rubato, il giovane era senza patente e nel vano portaoggetti vengono trovati un coltello con lama di circa 20 centimetri e arnesi da scasso.

E’ qui che il tema degli inseguimenti smette di essere solo teorico e passa alla pratica operativa … ossia la realtà… Quando si viola un alt, l’operatore non dispone anticipatamente del finale della storia, non sa se davanti abbia una semplice irregolarità amministrativa, un veicolo rubato, un soggetto armato o qualcuno che sta cercando di sottrarsi a fatti ben più gravi e possa essere immediatamente pericoloso per la comunità. Per questo il controllo non può essere ridotto al concetto semplicistico del “prendiamo la targa e gliela mandiamo a casa”…

La targa può servire a identificare (neanche compiutamente a volte) un veicolo… Non ferma un pericolo in movimento…

Il compito della pattuglia, in quel momento, è proprio capire che cosa stia succedendo davanti a lei… e per saperlo deve per forza di cose fermare chi si trova in fuga…

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