NOZZE D’ORO PER MAURIZIO BARRESI E KETTY MARZULLO
CINQUANT’ANNI sono tanti, e fa piacere festeggiarli, anche se la giornata è abbastanza calda e l’aria è soffocante. Ma le nozze d’oro sono le … nozze d’oro, per cui il sacrificio occorre farlo, con piacere, anche se sarebbe stato più comodo stare in casa con l’aria condizionata accesa. Ieri, 18 luglio, è toccato a MARIO e KETTY.
MARIO è uno di quei ragazzi della Sena, che noi abbiamo sempre chiamato MAURIZIO: fratello di Mimmo, Enzo e Franca, abitava accanto alla fontana, sulla parte est di Piazza Perdichizzi. KETTY è invece la ragazza che è diventata sua moglie e lo accompagna da ben cinquant’anni, dal 1976.
Era un giovane con tante buone speranze Maurizio, e la frequentazione di colei che aveva conosciuto l’aveva convinto a compiere il passo decisivo e mettere famiglia. Allora scelsero la chiesa dell’Immacolata, ed a benedire il loro matrimonio ci fu Padre Innocenzo, riprodotto nella foto che Maurizio e Ketty ci hanno mandato. Era il più piccolo dei fratelli Maurizio, ma anche per lui era arrivato il momento di lasciare quel piccolo universo nel quale eravamo cresciuti, fra divertenti giochi della nostra adolescenza, corse interminabili per stabilire chi era il più veloce, pomeriggi seduti davanti alle pochissime televisioni, mattinate rigorosamente a scuola con le nostre cartelle di cartone e la strada percorsa a piedi, senza alcun timore, pronti a tornare a casa per sederci attorno al tavolo, tutti i componenti della famiglia, per il pasto caldo.
Abbiamo solo in seguito conosciuto Ketty, che non era, come noi, della Sena. Ma ci piacque il matrimonio di Maurizio con una brava ragazza, che lavorava sodo e in quei tempi ciò era impensabile per una donna.
Questo succedeva cinquant’anni fa! E’ di ieri il ritorno in chiesa, sempre all’Immacolata, per fare benedire le loro fedi e ripetere le frasi dette molti anni prima, assieme alla loro promessa d’amore.
Sì, mancava qualcuno, fra quelli che quel giorno del 1976 era orgoglioso e presente, magari asciugandosi qualche lacrima di commozione; al loro posto c’erano quelli venuti dopo, nel corso di questi cinquant’anni. Purtroppo è così. Fa parte dei corsi e ricorsi, amici miei. E dalla foto che mi avete mandato, dai vostri volti tirati e seri, ho ragione di pensare che anche voi avete vissuto qualche istante di commozione pensando a ciò che è successo ieri, e a ciò che vi siete regalati in questi cinquant’anni di unione.
Che Dio vi benedica, amici miei, e vi doni tanti ma tanti anni ancora di felicità…
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