OLIMPIADI MILANO – CORTINA, VIA LIBERA ALLE “CRESTE” SU TUTTO!
Tra pochi giorni si aprono le Olimpiadi di Milano Cortina.
Forse vale la pena fare due conti, molto stringati, ma spero chiari, di chi ci guadagna molto e chi ci perde. Partiamo dal costo totale, ora stimato, in 5,7 miliardi di euro, di cui 4,1 pagati dal pubblico, Stato e Regioni in primis, tramite SIMICO (Società Infrastrutture Milano Cortina 2026).
Il costo originario era previsto in 2,1 miliardi di euro ed è lievitato a 4,1 miliardi, a fronte di un ritorno complessivo stimato in 2,3 miliardi di euro.
Dunque, per essere molto banali, quasi 2 miliardi finiranno nella fiscalità generale; quindi saranno pagati dai contribuenti fedeli.
I privati hanno messo 1,6 miliardi di euro: in realtà molto meno perché 900 milioni sono arrivati dal Comitato olimpico. Gli interventi più significativi sono quelli del Fondo Porta Romana nelle mani di Coima, Covivio e Prada Holdding che ha finanziato la costruzione del Villaggio olimpico, facendosi carico dell’acquisto delle aree, pagate ad un prezzo decisamente più basso rispetto a quello che assumeranno dopo l’intervento e soprattutto beneficiando di una regolamentazione urbanistica mirata all’operazione.
Le aree limitrofe sono state oggetto degli interventi finanziati da Hines e Prelios – quest’ultima di Andrea Pignataro – che vedranno realizzarsi significative plusvalenze: una stima credibile può essere di una plusvalenza del 45% per i tre gestori del Fondo Porta Romana, di un ritorno per Hines di 350 milioni di euro e nel caso di Prelios un incremento del 20% sugli extraprofitti.
Insomma, una discreta cuccagna che, peraltro, beneficerà una comunità molto finanziarizzata. Se guardiamo bene infatti i soldi dei privati provengono per il 40% dai fondi pensione (i risparmi di facoltosi europei e americani), il 30% dai prestiti bancari e il 30% da grandi patrimoni privati.
Le Olimpiadi a Milano consentono di fare laute pensioni a fortunati benestanti, a far fare un grande affare ad una élite di ricchissimi e, naturalmente, alle banche. Non consideriamo i tanti vertiginosi aumenti che si sono verificati nel periodo: il biglietto dell’autobus che passa da euro 2.50 a euro 10 per una corsa è solo un aspetto molto ma molto marginale…
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