PARALIMPIADI. RUSSIA E BIELORUSSIA AMMESSE A PARTECIPARE. L’UCRAINA SI OPPONE
L’Ucraina boicotterà la cerimonia di apertura delle Paralimpiadi Milano Cortina 2026, in programma all’Arena di Verona il 6 marzo.
Lo ha fatto sapere il Comitato paralimpico ucraino, che ha fatto richiesta di non utilizzare la bandiera del Paese, dopo la decisione dell’Ipc (il Comitato paralimpico internazionale), presa a settembre 2025 e confermata nei giorni scorsi, di ammettere sei atleti russi e quattro bielorussi alle Paralimpiadi con le bandiere e gli inni nazionali e non come “atleti neutrali” come avvenuto per le Olimpiadi.
Alla Russia sono stati assegnati due posti nello sci alpino (uno maschile e uno femminile), due nello sci di fondo (uno maschile e uno femminile) e due nello snowboard (entrambi maschili). Alla Bielorussia sono stati assegnati quattro posti nello sci di fondo, uno maschile e tre femminili.
La decisione dell’Icp, definita “cinica” e “vergognosa”, viene contestata nel merito: Russia e Bielorussia non avrebbero il diritto di partecipare alle Paralimpaidi “in quanto non avevano alcuna licenza legale per i loro soggetti sportivi”, di conseguenza la decisione “ha un carattere puramente politico poiché contraddice i principi di assegnazione dei posti e offre alla Russia una presenza politica alle Paralimpiadi con bandiera e inno”.
In particolare, “né la Russia né la Bielorussia hanno superato il processo di qualificazione per ottenere le licenze di partecipazione”. Ma l’Icp ha deciso di concedere quote aggiuntive per la partecipazione di atleti paralimpici russi. “Molti Paesi hanno richiesto quote aggiuntive per la partecipazione dei loro giovani atleti, ma contrariamente al regolamento per l’assegnazione di queste quote, l’Ipc ha deciso di concedere il numero maggiore proprio alla Russia”, si legge nella nota del Comitato ucraino, secondo cui si tratta della “prosecuzione di una politica sistemica di lealtà da parte dell’Ipc verso un Paese oggi diventato una minaccia militare per praticamente tutti i Paesi europei”.
La Russia, si legge ancora nel comunicato, è “un Paese assassino, un aggressore, un terrorista. E la Bielorussia si è definita chiaramente come Paese satellite della politica imperiale russa”. Per il Comitato ucraino, “tutte le decisioni degli ultimi due anni dell’Ipc, nonostante le dichiarazioni di distanza dalla politica, in realtà seguono il dettato politico di un Paese assassino, terrorista e aggressore”.
Alla cerimonia non ci sarà neanche il Commissario europeo per lo sport, Glenn Micallef: ” Durissima era stata la presa di posizione del governo italiano (“assoluta contrarietà”) davanti alla decisione di ammettere gli atleti russi e bielorussi con inni e bandiere. Giovedì, a Casa Italia a Livigno, il ministro dello Sport Andrea Abodi ha dichiarato che “ci si è dimenticati troppo velocemente di quanto successo il 24 febbraio 2022. Tradendo la tregua olimpica, la Russia ha invaso l’Ucraina con la complicità bielorussa. Questo non è un tema secondario, non ci sono soltanto il dramma della guerra e le responsabilità, ma il tradimento della tregua olimpica. La ragione per cui, dopo la squalifica per doping di Stato, i russi e i bielorussi sono stati tenuti fuori dai Giochi olimpici e paralimpici”.
Diserterà la cerimonia anche il Commissario europeo per la cultura e lo sport, Glenn Micallef: “Mentre la guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina continua, non posso sostenere il ripristino di simboli nazionali, bandiere, inni e uniformi, che sono inseparabili da quel conflitto. Per questo motivo, non parteciperò alla cerimonia di apertura delle Paralimpiadi”, ha dichiarato: “Lo faccio con rispetto per gli atleti, ma con chiarezza sui principi in gioco. Lo sport unisce quando si basa sui principi. Divide quando li compromette”.
Da www.milanotoday.it
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