PASQUA NON ERA SOLO IERI: LA VIVIAMO OGNI GIORNO. ECCO IL COMMENTO AL VANGELO!
COMMENTO AL VANGELO DI DOMENICA 20 APRILE 2025 (PASQUA) (Gv.20,1-9)
Il brano della domenica di Pasqua è un racconto teologico e non cronachistico ed è scritto dall’Evangelista Giovanni tra la fine del I sec. e all’inizio del II sec. d.C., con lo stesso schema redazionale della risurrezione di Lazzaro (Gv.11,38-44). Maddalena si reca al sepolcro “il primo giorno della settimana”. Con questa annotazione l’Evangelista, si collega al brano della creazione nel libro Genesi e vuole dirci che siamo di fronte a un “nuovo giorno” dove la morte fisica non distrugge la Vita vera. Maddalena si reca al sepolcro quando è “ancora buio”: questo dettaglio non fa riferimento al tempo cronologico bensì teologico. Il buio e le tenebre sono metafora dell’incomprensione, da parte di tutti i discepoli, delle parole di Gesù quando diceva che sarebbe risorto, cioè che la Vita vera non muore mai. Lei come gli altri, vuole rendere omaggio a Gesù morto e cerca un cadavere su cui piangere. Maddalena vede che la pietra sul sepolcro è tolta ma non comprende il segno: se la pietra fosse rimasta al suo posto, avrebbe indicato che la morte ha trionfato (noi diciamo “metterci una pietra sopra”), invece è tolta cioè la storia di Gesù è ancora aperta, non si è conclusa. Lei avvisa Pietro e un altro discepolo (anonimo quindi rappresentativo) dicendo che: “Hanno portato via il Signore e non sappiamo dove l’hanno posto”. A questa notizia entrambi corrono al sepolcro ma il discepolo anonimo, che arriva per primo, si ferma per dare la precedenza a Pietro. Questo gesto di rispetto (espediente letterario) è metafora del reintegro di Pietro nella comunità dopo il triplice rinnegamento (Mt.26,69-75). Pietro entra nel sepolcro e “osserva i teli posati là e il sudario avvolto in un luogo a parte”.
Sappiamo che il Vangelo è scritto in greco e per indicare il verbo vedere usa due termini. Blepò e Ofthe.
Blepò significa la vista materiale, vedere con gli occhi veri, quelli della carne. Mentre Ofthe è usato per indicare una visione interiore, un’intuizione, una comprensione dell’intelletto. Pietro Blepò le cose dentro il sepolcro, e si ferma alla semplice constatazione. Al contrario, quando entra il discepolo anonimo Ofthe, cioè “vide e credette”. Vedere e credere che Gesù è vivo, è un atto di fede, di fiducia nel Suo messaggio: chi vive amando non muore mai. Finisce e muore la parte biologica ma non finisce la Vita vera perché l’amore è eterno; Gesù ha una Vita capace di superare la morte.
“Perché cercate tra i morti colui che è vivo?” (Lc.24,5).
Gesù ha rivelato il Dio dei vivi non dei morti. Sono vivi tutti coloro che, come ha detto nell’ultima cena e in altre occasioni, si fanno pane, fonte di vita per gli altri. Viceversa sono morti gli egoisti, gli avari, i malvagi e i violenti se non si convertono. Maddalena e Pietro rappresentano coloro che hanno bisogno di tempo ed esperienza personale per affermare la Risurrezione, cioè comprendere che Gesù non è da cercare in un corpo esanime, ma nelle azioni di quelli che Lo imitano.
La morte di Gesù non significa la sua assenza ma la Risurrezione indica una presenza ancora più forte, considerato che ha donato il suo Spirito cioè la sua stessa capacità di amare a quanti lo accolgono.(Lc.23-46). Tutti i discepoli sono invitati a prolungare con la propria vita quella di Gesù per essere come Lui manifestazione visibile dell’amore di Dio: “Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi” (Gv 20,21). Giovanni vuole dirci che la prova che Gesù è risorto non consiste nel sepolcro vuoto, ma nel mettere in pratica il suo messaggio di solidarietà e amore come sintetizzato nelle Beatitudini (Mt.5,1-12). Pasqua (Pesach) significa “passaggio” da morto a vivo e Gesù è vivo e operante attraverso coloro che sanno far passare cioè trasformare la società in cui esistono bisognosi di cibo, di sicurezza, di rispetto e dignità, in una società solidale e pienamente umana. Risurrezione, non è una parola magica, ma un programma di vita nuova, l’augurio, la speranza, la possibilità di realizzare un tempo di pace e una Vita autentica.
MARIELLA RAPPAZZO
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