PIPPO ANDALORO UN ANNO DOPO…
La descrizione fattami dal genero mi aveva lasciato qualche dubbio: forse conoscevo questa persona, e chissà quante volte l’avevo incontrata… Ma è stato guardando la foto del necrologio che ho capito subito di chi si trattava: era stato uno degli amici di mio padre, sebbene fosse più giovane.
Si è spento il 21 luglio dello scorso anno, ma aveva dovuto subire le offese di una malattia subdola, infida: una malattia che cancella i ricordi, che non ti permette di riconoscere i tuoi cari, che ti fa guardare in giro senza capire nulla e senza ricordare neppure il tuo nome.
GIUSEPPE ANDALORO, il “mastro”, come era chiamato a Santo Pietro. Era nato nel 1940, e sapevamo, noi nati negli anni della ricostruzione, quanto difficile era stata la fanciullezza per quei bambini cresciuti negli anni del secondo conflitto mondiale. Li guardavamo con rispetto e tenerezza, sapevamo quello che avevano passato. Furoni i primi, assieme ai nostri genitori, a rimboccarsi le maniche e pensare alla ricostruzione del nostro Paese.
Negli anni in cui l’agricoltura era prospera ed ancora non era apparso all’orizzonte il miraggio (o il miracolo…) dell’industrializzazione, aveva lavorato ai magazzini ortofrutticoli di Milioti, in via Acqueviole. La moglie lo ha seguito sempre, fin da ragazzina; anche quando la coinvolse nella classica “fuitina”, tipica di quegli anni (ma anche dei successivi) andando ad abitare in via Palombaro prima, quindi a Grazia, in via Venezia. E sobbarcandosi turni estenuanti, con la sua famiglia, al sole o con la pioggia, tutte le domeniche e anche nei giorni di festa, per trasportare i prodotti lavorati al mercato ortofrutticolo di Messina, col suo camioncino, nel cuore della notte.
Poi, quando avrebbe dovuto godersi il meritato riposo, la sua famiglia, le figlie, i nipoti e tutti i suoi cari, è sopraggiunta la peggiore delle malattie.
Animo buono e gentile, PIPPO ANDALORO era un grande, e non solo per la sua famiglia. Tutti sono concordi per descrivere la sua persona, la sua bontà, la generosità che contraddistingueva il suo carattere. Come ho avuto modo di scrivere prima, era uno dei cari amici di papà, che lo aveva conosciuto e ne aveva apprezzato gli aspetti salienti.
Marito, padre e nonno esemplare: generalmente si scrive così nei necrologi. Una verità inconfutabile, per sintetizzare il nostro PIPPO ANDALORO. Ma noi abbiamo fatto di più, raccontando una piccola parte della sua vita privata: lo abbiamo fatto per conoscere meglio quest’uomo, che ad un anno dalla sua dipartita vivrà nelle sue azioni e nel ricordo dei suoi cari. La moglie, le figlie, i nipoti Giosy, Simone Antonio e Debora e tutti i suoi cari ne conserveranno intatta la memoria
NELLA GIORNATA DI MARTEDI’ 22 LUGLIO ALLE ORE 19, NELLA CHIESA DELLA MADONNA DELLE GRAZIE SARA’ CELEBRATA UNA MESSA IN SUFFRAGIO DI PIPPO ANDALORO.
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