PIPPO MAISANO “TEDESCO” FESTEGGIA 80 ANNI. AUGURI!
Lo abbiamo sempre chiamato TEDESCO, fin da bambino, per i suoi capelli biondi; ed il simpatico soprannome lo accompagna ancora oggi che di anni ne ha ottanta! Accidenti! Ottanta? Tutti questi anni sono passati, Pippo? Eppure sembra ieri che frequentavamo il doposcuola in via Umberto I, non tanto per la necessità di apprendere o ripetere le lezioni, quanto per un’esigenza viva nei nostri genitori di “levarci” dalla strada; ed allora le strada era il luogo dove quotidianamente ci incontravano, dove passavamo le giornate: il teatro delle nostre spesso cruente battaglie, delle sassaiole, delle scorribande.
Solo ieri, ma eravamo giovani, ci incontravamo alle 5, per un altro di quei nostri viaggi da Milazzo a Messina, quindi sulla Caronte, e poi a Villa, a bordo di un altro autobus fino al cantiere. Un viavai durato ininterrottamente fino al 1980, tre anni! La sera, anzi il tardo pomeriggio, si ripartiva e si ripercorreva la strada dal cantiere a Villa, e di nuovo sulla Caronte, quindi a Messina dove l’autobus di La Spada ci avrebbe portato a Milazzo. Almeno tredici ore, fra lavoro e viaggio, ma con la certezza che quelle giornate, quei turni di lavoro, quegli amici contenti di un tour de force che con il passare del tempo ci avrebbe snervato li avremmo ricordati per sempre anche da pensionati o quando, per altri motivi, saremmo stati trasferiti altrove! E non avevamo bisogno di fare l’appello la mattina: nonostante l’orario, c’eravamo sempre tutti, estate ed inverno, qualunque fossero le condizioni atmosferiche. Il lavoro ci attendeva: se non li avessimo fatti in quegli anni i sacrifici, da giovani, quando avremmo avuto il tempo o la forza di farli?
Una splendida famiglia, con moglie e tre figlie, e poi i nipoti: quelli che permettono ai nonni di non invecchiare, di partecipare ai loro giochi innocenti, di dare il meglio di noi stessi anche se le forze non sono più quelle di un tempo; anche se purtroppo gli acciacchi si fanno sentire. Ma è solo il calendario, Pippo. Tutti noi abbiamo il maledetto vizio di richiederlo, addirittura prima della fine dell’anno, per adornare una parete e per segnare le ricorrenze, gli appuntamenti, gli orari.
Pensa, Pippo, se non ci fosse il calendario: tanti problema in meno, tanti giorni che scorrono anonimi, ed il tempo che si ferma. Forse.
Ma non è proprio così, mi dicono: appunto tu festeggi i tuoi ottant’anni, perché i giorni, i mesi, gli anni sono passati.
Ed io aspettavo questo giorno (ho sempre ricordato la tua data di nascita perché i numeri sono il mio forte!) per augurarti con affetto ed amicizia il mio BUON COMPLEANNO, e sono sicuro che su queste pagine arriveranno gli auguri di tanti che ti vogliono bene!!!
Ciao, TEDESCO, AUGURI!!!!
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