PLACIDO MIGLIORINO, DI MILAZZO. NEL CROLLO DEL PONTE MORANDI, A GENOVA, ERA TEMUTO DAGLI IMPUTATI
Su Primocanale.it, il sito della Liguria, due anni fa Michele Varì, scriveva così.
GENOVA – Siciliano di Milazzo, Messina, Placido Migliorino, 63 anni, ispettore del Mit, ripete sempre che lui ha solo fatto quanto doveva, ha fatto il suo lavoro, ma in quel magma di apatia e noncuranza che era il mondo di Autostrade per l’Italia, Spea e Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti a quando pare bastava fare il proprio lavoro per diventare anomalie, per trasformarsi nell'”agente modello” come è stato definito dei magistrati titolari delle indagini e non solo. Non a caso Migliorino a marzo è stati anche ascoltato in aula, in veste dei teste dei pubblici ministeri dell’accusa. Per accusare gli imputati gli è bastato dire come si svolgevano le sue giornate di lavoro. Un’anomalia appunto.
… Il dibattimento del grande processo per il crollo del 14 agosto 2018 … udienza dopo udienza sta confermando in aula per ammissione diretta o indiretta degli stessi imputati che se tutti coloro che avevano il compito di controllare ponti, strade e gallerie delle Autostrade avessero fatto semplicemente il loro lavoro, appunto come Placido Migliorino, ora Ponte Morandi sarebbe ancora al suo posto, rattoppato forse già da oltre 20 anni, e le 43 vite crollate nel vuoto ancora al loro posto, con le loro famiglie, con i loro cari.
Il nome dell’ispettore del Mit Migliorino già noto per le verifiche sulle autostrade ligure dopo il crollo del Morandi che ha permesso di scoprire il vero degrado della rete e obbligato l’avvio di una moltitudine di cantiere in simultanea, è riecheggiato più volte durante gli interrogatori dei primi imputati che hanno accettato di farsi interrogare, circa 19 su 58, numero destinato a scendere visto le defaillance degli ultimi giorni.
Hanno lodato Migliorino specialmente gli imputati dirigenti degli uffici del Mit che avevano il compito di monitorare il viadotto Polcevera e invece, a detta dell’accusa, non lo hanno fatto. Perchè, a loro dire, toccava sempre ad altri farlo.
… Uomini, ministeriali, tutti concordi nel dire di essere stati traditi da altri uffici e dall’ispettore dell’Unità territoriale del primo tronco ligure che avrebbe dovuto monitorare il viadotto Polcevera e che invece non lo faceva, non inviava i report perché non li faceva. “Certo se avessimo avuto segnalazioni delle anomalie, della reale corrosione delle pile, saremmo saltati su una sedia e avremmo subito alzato il telefono e fatto bloccare il traffico sul Morandi”.
Ma siccome di Migliorino ce n’è uno e prima del crollo del viadotto lavorava nel tronco di Roma, il ponte Morandi nessuno lo controllava, se non sulla carta. Non a caso il suo omologo sul tronco di Genova, Carmine Testa, è nella lista degli imputati.
Il “Mastino” di Milazzo continua a ricevere attestati di stima e incarichi prestigiosi. …
SIAMO FIERI DI AVERE UN MILAZZESE CHIAMATO IN POSTI DI GRANDE RESPONSABILITA’.
PROBABILMENTE MOLTI AVEVANO SENTITO, A PIU’ RIPRESE, PRONUNCIARE IL COGNOME MIGLIORINO: MA NON SAPEVANO CHE FOSSE DI MILAZZO! ORA LO SANNO… E SANNO ANCHE CHE E’ UN CONCITTADINO DI CUI ANDARE FIERI!
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