PONTE MILAZZO – CALDERA’, ABBIATE ANCORA PAZIENZA.
Il titolo del pezzo richiama il TIENI DURO, PIOVERA’, scritto sulle auto impolverate i cui proprietari non volevano saperne di portarle ad un lavaggio. Tanto – dicevano – prima o poi dovrà piovere. Erano i giovani spensierati di altri tempi a scrivere, divertiti, la celebre frase.
Con il ponte sul torrente Mela ci pare di assistere ad un film già visto.
Nonostante tutto, abbiamo finito e i tempi sono stati rispettati. Non sappiamo se l’abbiano detto o meno durante le fasi di consegna alla Città Metropolitana. Sappiamo solo che ancora non si passa. PUNTO.
Cosa manca? Solo pochi ritocchi e poi sarà garantita la viabilità . Quindi ancora pochi giorni di attesa, ma non sappiamo quanto siano i POCHI nel linguaggio burocratese. Una cosa è certa: i cittadini che lo utilizzavano non credono più a niente: su social si rincorrono i commenti più disparati di quei cittadini che hanno perso le speranze.Â
Però il ponte MILAZZO – CALDERA’ è stato consegnato, ed i tempi sono stati rispettati.
Tutto adesso è nelle mani dell’ex Provincia Regionale di Messina e del Genio Civile, i cui dirigenti e funzionari non abiteranno nè a Milazzo nè tanto meno a Barcellona. Per il ponte, la riapertura del traffico veicolare dovrebbe aver luogo già all’inizio della prossima settimana, quindi dal 15 settembre 2025. Tempi più lunghi per il passaggio pedonale; ma diciamoci la verità : ogni mille auto che transitano sul ponte, quanti sono i pedoni che lo percorrono? Pochi, anzi pochissimi!
Ed allora i pedoni potranno farne a meno di attraversarlo: basta servirsi di una moto, di una bici o nella peggiore delle ipotesi, di un’automobile, ed il giorco è fatto. Loro hanno parlato di qualche giorno in più per i pedoni, ma la cosa non ci riguarda, si adatteranno. Già è tanto che il ponte sia stato ultimato…
Ricordiamo per la cronaca che sono finiti (o finiranno?) i disagi di una popolazione rassegnata che a parole ha fatto fuoco e fiamme, ma che, tutto in una volta, dimenticherà d’un colpo le lunghe code, le file, le ore in colonna sulla SS 113, il tempo perduto, i biglietti ai caselli… Come abbiamo detto in un nostro precedente articolo, “Basta che c’è la pace”!
Strumenti di condivisione:

Commento all'articolo