QUANDO TONY DALLARA SI ESIBÌ A MILAZZO AL TRIFILETTI
Il 9 aprile 2011 è venuto a Milazzo TONY DALLARA, spentosi ieri 16 gennaio 2026…
Ecco cosa ho scritto su TERMINAL con riferimento alla sua esibizione al Trifiletti di Milazzo:
“E’ arrivato puntuale a Catania, il volo da Linate. L’autista di Alibrando lo aspettava per condurlo a Milazzo, in un viaggio che sembrava più lungo del volo… Era atteso in albergo, e verso le 16, assieme a Natalino Spoto, sono andato a chiamarlo per un giro nella città.
Visita veloce alla Celgas, dove un suo coetaneo lo ha accolto raggiante mentre il fotografo amatoriale lo ha immortalato con i nostri sponsor, quindi un caffè al CD e via a TIRRENO SAT per un’intervista. Rino Piccione aveva dato a me il compito di rivolgergli, per gli spettatori dell’emittente, una serie di domande senza guardare l’orologio. Spontaneità e disponibilità lo hanno reso subito simpatico! Un veloce giro di Milazzo, fino al Capo, prima del rientro in albergo e la cena.
L’indomani sveglia presto per visionare il Teatro e provare. Una breve passeggiata per Vaccarella per soffermarsi davanti alle bancarelle dei pescatori, con i quali si intrattiene prima di andare al Trifiletti, dove trova il maestro Antonuccio che per lui stava allestendo una splendida scenografia: “I fiori, come al festival di Sanremo dei tempi migliori!”.
Prima del pranzo, nella passeggiata in auto fino alla ’ngonia del Tono, ci propone di far recidere di netto le palme secche per metterne altrettante da lui realizzate in alluminio. Io e Carmelo siamo affascinati dall’idea, ma… c’è sempre un “ma”… , Milazzo sarebbe stata la prima città al mondo ad avere delle sculture simili. Poi ne parliamo, Tony. Magari scegliamo un’altra zona, non proprio il Tono….
E’ l’ora di pranzo, Carmelo gli fa compagnia per non fargli mancare il calore della nostra ospitalità. Ci rivediamo alle 16.30 per le prove. Dà le disposizioni al fonico, fa regolare il volume dell’audio, poi mi chiede chi presenterà la serata. “Io, chi altri?”. “Benissimo, allora quando finirai di annunciarmi rimarrai sul palco, io ti chiamerò dopo quattro brani. Non avremo domande stabilite, andremo a braccio, tanto tu sai come fare…”.
Quindi il rientro in albergo, per una breve pausa. Alle 19.30 si ritorna a teatro, in attesa dell’inizio del concerto.
Il pubblico già occupa molte poltrone, altri spettatori arrivano per prendere posto.
Alle 21 il gruppo musicale di Milazzo, i SAPPHIRE, di Antonio Currò, esegue quattro pezzi storici per riscaldare il teatro, in attesa del protagonista della serata. Sono le 21.30 quando Tony Dallara intona WOMEN IN LOVE. Il pubblico sente la voce, e si affanna a cercarlo: sul palco io accentuo la ricerca, con ampi ed eloquenti gesti. Ma quando l’occhio di bue fissa un palchetto laterale, esplode l’applauso. Era lì, al buio, a cantare, spiazzando tutti: dopo il brano, con una rapida corsa si presenta al centro del palcoscenico. Un veloce scambio di battute, il saluto agli spettatori, un accenno ai Platters ed è la volta di COME PRIMA. Quindi si catapulta in sala, per stringere le mani e coinvolgere il pubblico. Ogni canzone ha una storia: BAMBINA BAMBINA, NORMA, ROMANTICA, GHIACCIO BOLLENTE. 
Ed ecco allora riaffiorare ricordi lontani mezzo secolo. Applausi a scena aperta, cori e urla di approvazione. La serata si è messa subito bene, non avevamo dubbi! Poi è la volta dell’altro scambio di battute: la pittura, Tony Williams, Frankie Laine, Renato Rascel, Gino Paoli, l’Eurofestival, Ben E. King e le altre partecipazioni sanremesi. Io mi metto in disparte, per lasciarlo unico protagonista sul palcoscenico. Ogni tanto si gira verso di me, scambiamo qualche battuta, facciamo ridere il pubblico, che non sa che è tutto inventato.
Dopo un’ora e venti canta PIOVE, ma ripete per due volte lo stesso ritornello. Mi confesserà dopo che, guardando verso di me, stava scoppiando a ridere perché gli era tornata in mente una battuta fatta prima.
“Me ne sono accorto! E io che colpa ne ho?”, ho replicato ridendo…
Fa il bis, saluta e se ne va. Ed allora riguadagno io il centro del palcoscenico. Ringrazio, parlo di Terminal, della Croce Rossa, dei milazzesi, della nostra voglia di fare per la città, della serata, delle prossime iniziative. Ma il pubblico ascolta me e vorrebbe lui, ancora una volta! Tony Dallara è già in camerino.
Allora penso di andarlo a recuperare, in diretta, e con il microfono scandisco il suo nome: TO – NY, TO – NY, assieme al pubblico. Lo trovo seduto a firmare autografi, Giacomo gli ha portato un blocco di biglietti – invito da personalizzare.
Mi guarda stupito, come per chiedere “Vogliono me?”. Prendo ancora tempo, e dopo un po’ di minuti esce, scusandosi con il pubblico in visibilio: “Ma non ci eravamo già salutati? Vi abbraccio, spero di tornare presto in questa bella città per un’altra serata entusiasmante!”.
Si allontana, questa volta definitivamente, per prepararsi a ricevere gli spettatori che vorranno l’ultimo contatto, l’autografo, la dedica.
Rimango sul palco, e chiedo a Nico Pagano, il fonico, di mandare la base di ROMANTICA.
“Cantiamola in coro, amici…”. Mi verrà detto poi che Tony, dal camerino, chiede a Giacomo: “Ma chi canta?”.
E Giacomo: “Santino!”.
“Santino? Ma vah?” in milanese…
“Sì, e ancora non hai visto niente… quello è il più contento di tutti!”.
Verissimo! Perchè siamo riusciti a fare qualcosa per Milazzo, e per avere offerto una bella serata anche al protagonista, a Tony Dallara, che porterà nel cuore questa esperienza siciliana!
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