SALVATE I BAMBINI DAVANTI AD UNO SMARTPHONE DATO COME BIBERON!
Mentre nel mondo si affannano a costruire dighe legislative, mentre l’Australia approva la legge che vieta social ai minori di 16 anni, mentre la Danimarca propone divieti simili perché “gli smartphone stanno rubando l’infanzia”, noi continuiamo a vedere scene quotidiane allucinanti: bambini di tre anni incollati a schermi luminosi, con lo sguardo vitreo di chi è già altrove, mentre i genitori sbrigano le loro faccende.
Questa roba è una tragedia. Lo smartphone dato come ciuccio, la pace comprata con un video, l’attenzione delegata a un dispositivo che divora i neuroni in formazione di una mente che dovrebbe ancora imparare a riconoscere il mondo attraverso il tatto, l’odore, lo sguardo negli occhi di un altro essere umano.
Ora qualcuno, come al solito, commenterà “eh chi scrive questo non ha figli!!”. Li abbiamo, state tranquilli e ribadiamo il concetto. Non ci volevano i pediatri per dirci dei danni neurologici dello schermo precoce, era già evidente a chi ha ancora degli occhi per vedere.
Si continuano a scambiare dieci minuti di quiete con anni di sviluppo cognitivo compromesso. Si sacrifica la capacità di noia – madre di ogni creatività – sull’altare dell’intrattenimento immediato. Si insegna che il mondo non vale la pena di essere guardato se non attraverso uno schermo.
Le leggi arriveranno troppo tardi per questa generazione di bambini che sta crescendo credendo che un pollice che scorre su un vetro sia il gesto primario del vivere.
Salvate i bambini finché siete in tempo. Non delegate l’infanzia agli algoritmi. Loro non gliela restituiranno.
WI
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