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SE NE VA IL PROF. ANTONIO GRANATA, IL NOSTRO CARO COMPAGNO DI CLASSE TONINO

tonino-granata SE NE VA IL PROF. ANTONIO GRANATA, IL NOSTRO CARO COMPAGNO DI CLASSE TONINOIl prof. ANTONIO GRANATA, per noi semplicemente TONINO, era nativo di Caronia, e proveniva da Giardini Naxos da dove il papà, graduato della Guardia di Finanza, fu trasferito nella nostra città. Era il 1962 quando Tonino Granata arrivò a Milazzo, ed aveva dodici anni appena. Con i compagni di classe, sia alla media che al Liceo, giorno dopo giorno stabilì duraturi rapporti di amicizia, senza tuttavia dimenticare quelli che erano stati i suoi vecchi compagni, al punto che per noi diventarono familiari Tanino Cavarra, in seguito ostacolista della Polisportiva Messina con il prof. Vittorio Magazzù, quando frequentò il Maurolico, e successivamente angiologo; o il figlio del preside Cozzo, tanto per citarne qualcuno.

A Milazzo Tonino abitava in via Enrico Cosenz, una decina di metri dopo l’Hotel Rosa, quasi di fronte alla tipografia di Marullo. In quella casa che cominciammo a frequentare fin dalla Media, la sua mamma ci accoglieva con affetto. Al papà, vecchio militare di altri tempi, non sfuggiva nulla, e noi temevamo la sua severità quando dai nostri discorsi capiva che a scuola qualcosa non era andato per il verso giusto, e si sostituiva nei rimproveri e nelle raccomandazioni ai nostri genitori, ai quali, forse per timore, non confidavamo certi passi falsi.

In quella casa vedemmo crescere il fratello Gianni, anche lui oggi apprezzato medico, che conoscemmo quando aveva solo poco più di tre anni, e su di lui riversammo le nostre attenzioni per indottrinarlo ed… educarlo secondo le nostre consuetudini!

Negli anni del Ginnasio la famiglia Granata acquistò un appartamento di nuova costruzione in via Ten. Minniti, in quella zona di una Milazzo che cresceva, e dove i palazzi a sei o sette elevazioni iniziavano a prendere il posto di orti e giardini, campagne ed acquitrini. Il padre si era affidato ad uno dei costruttori del tempo, mastro Antonino La Malfa, con il quale collaboravano i figli. Fu una scelta importante che per Tonino significava fissare la residenza a Milazzo, crescere frequentando la scuola, quanto meno fino alla maturità, evitare che i trasferimenti ai quali venivano sottoposti gli uomini delle forze dell’ordine potessero condizionare anche gli anni degli studi e le amicizie. Quella nuova casa continuò ad essere sempre aperta per noi, e lui era diventato il nostro riferimento per tutte le materie. Ci ritrovavamo lì per I Promessi Sposi, la Divina Commedia, i classici greci e latini, la letteratura, le versioni o le traduzioni, per la filosofia, per la matematica, la fisica. Si cominciava appena finito il pranzo, si continuava per tutto il pomeriggio; se era il caso, ci attardavamo anche dopo cena! In quella casa siamo cresciuti anche noi, per tanti anni, a contatto con mamma Angela, con papà Peppino, con un piccolo Gianni ancora da svezzare e da istruire nelle monellerie, con le pentole sui fornelli ed i profumi della cena che ci inebriavano. Il tavolo della cucina ci ospitava per scrivere le versioni, i temi, le traduzioni, le formule di trigonometria, o anche per disputare qualche innocente partitella a carte, o dare la possibilità a Nicola Allegra di esibirsi in quella che per qualche tempo fu la sua passione: le caricature dei compagni di classe, con vignette e didascalie riprodotte in semplici fogli di quaderno irrimediabilmente perduti. In attesa che lui, Tonino, uscendo dalla sua cameretta dove si rinchiudeva per non essere disturbato, dettasse la versione che aveva tradotto o la lezione di filosofia che aveva condensato in più comodi appunti!

Dopo la maturità, lo aspettava la facoltà di medicina e chirurgia, e al termine una luminosa carriera costellata da soddisfazioni personali e di gratificazioni da parte dei sempre più numerosi clienti, oltre ad un titolo meritatissimo: professore! Un titolo che ad onor del vero meritava fin da quando ci rendeva partecipi del suo sapere, si prodigava per ognuno di noi, per aiutarci durante le battute di arresto, per superare ostacoli che ci sembravano insormontabili, per prepararci ad una interrogazione, forse più e meglio di un professore, o ci accoglieva fin dalle cinque del mattino per l’ultimo ripasso. Generoso ed altruista come pochi, si era messo a disposizione fin da quando era arrivato a Milazzo; ed in terza media con lui ripassai in pochi giorni il programma di storia di un anno, mentre in quarto Ginnasio, rimandato in latino, fu per me un validissimo docente che in un mese riuscì a farmi comprendere regole grammaticali e sintattiche meglio dell’insegnante del tempo.

Abbiamo sempre ammirato ed apprezzato Tonino, gli abbiamo voluto bene, non lo abbiamo mai invidiato per la sua bravura, per i suoi voti, per la sua disinteressata disponibilità. Abbiamo fatto sempre il tifo per lui negli anni dell’Università, e a lui ci siamo rivolti per un consiglio, anche telefonico, quando non potevamo essere da lui visitati. Sempre ci ha dispensato suggerimenti andati a buon fine. Abbiamo cercato di averlo come esempio, di imitarlo, ma non sempre ci siamo riusciti; ci siamo sforzati quanto meno di farlo. Lo abbiamo nominato compagno ideale, lo abbiamo anche premiato per questo, e siamo stati sempre orgogliosi di aver potuto contare sulla sua amicizia, sulla sua correttezza, ma soprattutto sulla sua umanità e sul suo altruismo, mai venuti meno. Nemmeno quando quel titolo davanti al suo cognome lo avrebbe autorizzato a darsi delle arie o montarsi la testa. Lui no. Lui è rimasto quel ragazzo di 12 anni, arrivato a Milazzo nel 1962, che abbiamo accolto come un fratello e che fa parte del nostro passato, del nostro presente, del nostro futuro!

Il 10 agosto, data che mai dimenticheremo perché immortalata da Giovanni Pascoli, sarebbe arrivato a 76 anni. Non li ha compiuti purtroppo: come Letizia, Pino Imbesi, Dolores è andato via per sempre, ma sono certo che anche loro vogliono condividere queste mie parole, che ormai mi viene facile scrivere, al contrario degli anni della scuola! Tocca a me, da vecchio capoclasse, da vecchio e fraterno amico, formulare l’ultimo saluto, caro professore Granata. A nome mio e di tutti gli altri. Proprio tutti. Ti vorremo sempre bene, e proprio per questo hai un posto nei nostri cuori, assieme ai tanti ricordi di una vita.

STRINGIAMO IN UN FRATERNO ED AFFETTUOSO ABBRACCIO LA TUA CARA FRANCA, I TUOI CARI ANGELA E GIUSEPPE, TUO FRATELLO GIANNI ASSIEME AD ENZA E VALENTINA, E TUTTI I TUOI CONGIUNTI.

VENERDÌ 26 GIUGNO ALLE ORE 17.30 DAREMO L’ULTIMO SALUTO AL PROF. TONINO GRANATA PRESSO IL DUOMO DI MILAZZO.

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