SETTANTACINQUE E NON SENTIRLI? BUON COMPLEANNO, DOTT. ANDRIOLO
Ho voluto mettere un bel punto interrogativo dopo la frase “Settantacinque e non sentirli”.
In realtà , caro Attilio, i 75 anni si sentono, eccome. Ma noi non ci facciamo caso, fingiamo di averne sempre diciotto, non abbiamo mai messo da parte la nostra goliardia, ci siamo fatti beffa del tempo che passava ingeneroso e imbiancava i capelli (quei quattro peli che ancora rappresentano il … monumento ai caduti… ossia a quelli caduti), e troviamo il tempo di scherzare, di ridere, di darci ai bagordi anche se poi, per alcuni giorni, non mangiamo più nulla perché dobbiamo digerire…
Attilio Andriolo compie 75 anni… io aspetto il 2026, assieme a qualche altro compagno di classe. Lui è nato il 9 novembre 1950, fa parte di quella generazione di bambini del dopoguerra sui quali il Paese puntava le speranze dopo una lenta ripartenza: sarebbero stati quelli a prendere le sorti dell’Italia negli anni 70 e successivamente! Oggi siamo grandi, ci siamo ritirati dal lavoro, ma nonostante i problemi tipici dell’età abbiamo trovato altri modi per essere propositivi e sentirci sempre protagonisti.
Con Attilio ci conosciamo dalla prima media ad oggi, ossia da ben 65 anni. Dal ginnasio in poi, nella stessa classe, abbiamo cominciato a frequentare quel ragazzo che abitava una casa in quella che una volta era aperta campagna, prima della crescita edilizia ed urbanistica che avrebbe cambiato radicalmente anche il volto di quel quadrilatero che da via Risorgimento giungeva fino alla riviera di ponente, delimitato da piazza San Papino e dalla via Enrico Cosenz. Si andava spesso in quegli anni a trovare i compagni; e da lui si approfittava di quel campetto per tirare calci ad un pallone. Lì giocavano Renato Picciolo, Nello Terranova, Angelo Laquidara, i fratelli Franco e Antonio Amato, ed altri… Poi quel campo dovette cedere il passo ai palazzi, ma di quei giovanissimi calciatori si erano perse le tracce. Ognuno aveva percorso una propria strada.
Attilio negli anni del Liceo fu sempre seduto dietro di me, al secondo banco. Come a volermi guardare le spalle, direte voi? Niente di tutto questo: a nascondersi dietro le mie spalle, quando ogni tanto tirava una frecciata, sornione ed ironico, facendo volgere di scatto il professore verso di me, al primo banco, nonostante la condotta, ormai abbastanza noto e con nulla da temere! E fu sempre protagonista di battute al vetriolo e di fragorose risate che solo noi di quella classe ricordiamo, e che qualche volta mi videro girare di scatto verso di lui per mandarlo ridendo come un matto a quel paese!
Ad Attilio mi lega un’amicizia profonda e sincera: protagonisti nello stesso percorso politico negli anni caldi della scuola, riferimento della contestazione giovanile a Milazzo, non ci siamo persi mai di vista, nemmeno quando fummo costretti a prendere strade diverse, dopo la maturità . Medico a Norcia, apparve in un telegiornale all’ora di pranzo per denunciare la lentezza dei soccorsi in occasione del terremoto, e a Milazzo molti furono orgogliosi di quel giovane! Lo ebbi al mio matrimonio, in occasione dei miei compleanni… decennali, quindi ospite in radio durante le trasmissioni; sempre pronto, nel cuore della notte, ad accorrere quando per motivi di salute mi rivolgevo a lui. Fu nel gruppo degli organizzatori del Primo Gran Raduno degli Alunni del Liceo, nel 1994; ed a lui toccò il compito di premiare Franco Di Maggio, all’epoca Magistrato nel pool antimafia, che era stato un vecchio compagno di scuola. Ideatore e fondatore di questo giornale, TERMINAL, è stato e continua ad essere uno degli artefici, denunciando i guasti della società e della cosa pubblica, così come ha fatto scoperchiando il calderone nel gioco del calcio, e facendo venire alla luce accordi sottobanco fra le squadre a danno delle stesse tifoserie. Con lui ho puntato sulla chiesa di S. Rocco per rimetterla in piedi e valorizzare l’arte e la storia, con la speranza di dare un impulso anche al turismo; ed ancora oggi, prima di intraprendere qualsiasi iniziativa, lo consulto per valutare i pro e i contro, e se è il caso partire con l’entusiasmo di sempre.
Attilio Andriolo domenica 9 novembre festeggia i suoi 75 anni! Affidando a questo modesto scritto i miei pensieri, tracciando un sintetico profilo di un amico sincero, mi rivolgo a voi tutti, come editore di TERMINAL, per porgere gli auguri al dottor Attilio ANDRIOLO, voce autorevole del nostro periodico, per fargli sentire la nostra vicinanza e dimostrare l’affetto che nutriamo nei suoi confronti.
Auguri, Attilio! E’ sempre ora di guardare al futuro, anche se noi preferiamo pensare a … come eravamo, chi eravamo, cosa abbiamo fatto, tracciare un bilancio della nostra vita: ma guardiamo anche al domani, che ci riserverà il meglio per noi, ragazzi di un’altra generazione e che dovranno festeggiare gli ottant’anni! Piano piano ci arriveremo, basta non fare premura o spingere…
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