SI SCRIVE ALEX ZANARDI, SI LEGGE VITA
Confesso che scrivere della vita e poi della morte di Alex Zanardi, mancato a soli 59 anni, non è cosa semplice per la sua unicità e per il percorso di una vita coinvolta da un destino incredibile. Eppure, sentirlo dire in tutta umiltà:”Io non sono nessuno per potere dare pillole di saggezza…..” aumenta ancora di più la sua grandezza di uomo mai sconfitto dalla sorte avversa.
Dicevo prima che non è facile scrivere di Alex Zanardi, senza cadere nella facile retorica che sgorga inevitabilmente copiosa nel ricordare una persona di così alti contenuti umani, là dove forza e resilienza traducono la voglia di ricominciare sempre, dando alla vita il grande significato di unicità e dono da custodire gelosamente. Un esempio troppo grande per non essere commentato con immenso stato di riflessione, soprattutto alla luce di chi spesso brucia la propria vita con troppa superficialità.
Basterebbe soffermarsi per un attimo a ciò che la vita stessa ti presenta come conto salato da pagare, e tu, nonostante tutto, paghi di tasca tua, cadi e ti rialzi da solo, senza un appiglio cui sorreggerti.
Sì, perché quell’appiglio cui sorreggerti sei solo tu, con la tua unica forza fisica e mentale che puoi trovare solo in te. Comunque vada. Fino alla fine. Con le tue forti radici ben piantate a terra e mai sradicate completamente da nessuna curva pericolosa di vita.
Non sono parole, non sono orpelli retorici, sono esempi concreti di vita che Alex Zanardi ci ha lasciato in eredità. Con umiltà e quella semplice naturalezza che solo i grandi uomini come lui possiedono.
Eppure hai detto pubblicamente: “Io non sono nessuno per potere dare pillole di saggezza sulla vita……!”
Salvino Cavallaro
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