SIAMO TUTTI PIU’ POVERI, MA I DEBITI NON MANCANO
Sappiamo bene tutti che il potere d’acquisto in Italia è fermo da vent’anni. Eppure le spiagge sono piene, i ristoranti pure, i figli hanno l’ultimo modello di iPhone e le Nike ai piedi. Perché accade questo? Perché il ceto medio ha trovato un ottimo anestetico, le rate, i debiti perenni. Non si indebitano per necessità, ma per restare dentro un’immagine di sé che i redditi reali non giustificano. La vacanza, la casa grande, le scarpe firmate per il figlio. Tutto maschera la reale condizione. Mentono su un salario che non basta.
Il debito privato ha sostituito il conflitto sociale come valvola di sfogo, solo che scarica la tensione dentro il singolo invece che nella piazza. Chi è indebitato non protesta, perché protestare significherebbe ammettere pubblicamente di aver perso, e chi vive a credito ha ancora troppo bisogno di sembrare vincente per permetterselo.
Il debito, insomma, non è solo un problema economico, è proprio un dispositivo di controllo dell’opinione pubblica che funziona meglio di qualunque censura, perché lo si sceglie da sé, rata dopo rata. Il vero tabù italiano è il bilancio familiare. Quello resta sotto la sabbia, tra rate infinite e finzioni sociali.
WI
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