TELEVISIONE. MA ANCORA C’E’ GENTE CHE SEGUE IL GRANDE FRATELLO?
Il Grande Fratello Vip. Il crogiolo sacro dove pseudoshowgirl dimenticate, trombati della politica e meteore del reality tornano a esistere sotto i riflettori come insetti nell’ambra, perfettamente conservati nel nulla che erano.
I quotidiani nazionali dedicano colonne giornaliere alle liti notturne della Casa. Alessandra ha risposto male. Antonella ha pianto. Gieffino X ha tradito Gieffina Y ecc.
Ma ciò che ci lascia sempre attoniti non è il programma in sé — ogni epoca ha il circo che merita — bensì i commenti della gente sotto quegli articoli. Persone adulte. Padri, madri di famiglia, che passano ore a scrivere: “Alessandra ha fatto benissimo a rispondergli così!” “Antonella è stata bravissima!” con una partecipazione emotiva che non riserverebbero manco ai loro figli.
Leggendoli, ci chiediamo se respiriamo la stessa aria. Se stiamo discutendo di esseri antropologicamente comparabili o di qualcosa che ha preso una strada evolutiva diversa — e peggiore. Sono domande che ci poniamo seriamente, non provocazioni.
Questa spazzatura televisiva, amplificata quotidianamente da giornalisti cialtroni, è lo specchio più onesto che la società attuale potesse produrre di sé stessa: masse che hanno bisogno di vite surrogate per sentirsi vive.
Se esiste tale obbrobrio è perché c’è domanda. E una società che produce questa domanda ha già risposto alle domande che contano.
WI
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