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TOGLIERE L’ASFALTO E PIANTARE ALBERI PER COMBATTERE IL CALDO

alberi TOGLIERE L'ASFALTO E PIANTARE ALBERI PER COMBATTERE IL CALDOda Consigli di Giardinaggio e Suggerimenti

E se, invece di aggiungere altro asfalto, cominciassimo a toglierlo? È l’idea più semplice e più controintuitiva dell’urbanistica di oggi. Si chiama depavimentazione, e a Genova è appena diventata una regola di governo del territorio.

Per decenni abbiamo coperto le città di cemento e bitume: piazzali sovradimensionati, parcheggi semivuoti, cortili asfaltati, marciapiedi larghi il doppio del necessario. Ogni superficie impermeabile fa due danni invisibili. Accumula calore, perché il bitume scuro assorbe il sole di giorno e lo restituisce di notte, alimentando l’isola di calore urbana. E impedisce all’acqua piovana di infiltrarsi, scaricandola tutta nelle fognature fino al collasso durante le bombe d’acqua.
La depavimentazione fa il contrario: rimuove l’asfalto dove non serve davvero e lo sostituisce con terra, alberi, prati e superfici drenanti. Il suolo torna a respirare, l’acqua a infiltrarsi, la temperatura locale si abbassa, la biodiversità torna.
La svolta concreta: il 26 marzo 2026 la giunta di Genova ha approvato l’inserimento della depavimentazione nel proprio Piano Urbanistico Comunale. È la prima città italiana a farlo. Non più un progetto pilota isolato, ma un criterio ufficiale di pianificazione: il Comune riconosce suolo e verde come “infrastrutture ecosistemiche”, cioè elementi strutturali della salute e della sicurezza urbana, non decorazioni.
E la parte più intelligente è economica. Genova premia i privati che tolgono l’asfalto: chi trasforma un piazzale aziendale, un parcheggio condominiale o un cortile in superficie verde permeabile riceve sgravi sugli oneri di urbanizzazione, impegnandosi a mantenere l’area verde per almeno dieci anni. La transizione ecologica diventa un buon affare, non un sacrificio.
E Genova non è sola. Milano ha inserito il depaving nel Piano Aria Clima dal 2022 e ha già de-impermeabilizzato decine di migliaia di metri quadrati; Bologna ha un programma per rimuovere oltre 100.000 m² di asfalto; Torino, Padova e Roma stanno seguendo. Sopra tutto, il Regolamento europeo sul ripristino della natura, in vigore dal 2024, impegna gli Stati a recuperare gli ecosistemi degradati, anche togliendo cemento.
Il movimento è nato dal basso nel 2008 a Portland, negli Stati Uniti, da un gruppo di cittadini con pale e picconi e uno slogan semplice: lasciare respirare la terra.

Siamo abituati a pensare che ogni spazio vada riempito, costruito, coperto. Ma la città del futuro non si fa solo aggiungendo. A volte, si fa togliendo. 

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