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TRE ANNI SENZA PINO D’ANGELO, “CREATORE” DI RADIO LIONTE

NECROLOGIO-PINO-DANGELO-TRE-ANNI TRE ANNI SENZA PINO D'ANGELO, "CREATORE" DI RADIO LIONTEAveva settant’anni PINO D’ANGELO: se n’era andato per un male incurabile in quel mondo migliore in cui aveva sempre creduto.

Quella che vedete nel necrologio è la foto della consegna del premio TERMINAL a Pino, in attesa di riceverlo dalle mani di Salvatore Costantino, attuale “patron” di quella che fu la sua emittente, fondata proprio cinquant’anni fa nell’appartamento in cui lui abitava e chiamata, in onore del quartiere, Radio Lionte. La foto è stata scattata nel 2013, e la commissione gli riconobbe il premio per l’emittenza privata, dopo averlo assegnato nelle precedenti edizioni a Rino Piccione ed a Pietro La Malfa.

Radio LIONTE era nata quasi per divertimento, così come per divertimento, nel corso dei primi mesi di vita, gli improvvisati dj facevano compagnia agli ascoltatori con programmi fra l’impegnato, il divertente, il demenziale. Ma erano proprio questi ultimi che le persone attendevano, conditi da quella ventata dl buonumore che assieme a Pino D’ANGELO entrava nelle case stimolando le risate e un ascolto sempre crescente. Le basi musicali, l’invenzione dell’eco, i guaiti del cane Nerone, le freddure oltre gli schemi e il canovaccio delle battute, oltre alle pubblicità di ditte inesistenti accompagnavano il suo modo di trasmettere ed hanno fatto la storia dell’emittente che nel corso degli anni mutò denominazione diventando Radio LIONTE Stereo Elle, poi Radio Stereo Elle, quindi Radio STEREO ITALIA, ed oggi è l’attuale Radio Milazzo WEB sui 100 mhz.
La radio di Pino ha oggi 50 anni: il suo “creatore” all’epoca ne aveva 24. Oggi ricorre il terzo anniversario che Pino non è con noi. Di lui ci rimangono dei filmati con i quali ha voluto raccontare, su you tube, la storia dell’emittente, a puntate. Sono la migliore testimonianza di un periodo in cui eravamo giovani e con pochi grilli per la testa; un periodo che ha accompagnato la nostra giovinezza, per altri la loro adolescenza. Eravamo nella seconda metà di quegli anni 70 che hanno visto nascere nel Paese le emittenti private, la diffusione tramite le dediche o le richieste di canzoni che qualcuno ricorda vagamente, di quei complessi che non sono stati in grado di sostituirsi a quelli che avevano accompagnato i giovani negli anni della contestazione. 

Ritengo che sia giusto ricordare un amico che ha cambiato il modo di intendere la diffusione nella nostra città; in fin dei conti anche noi siamo cresciuti come speaker o conduttori in quella sua emittente, o semplicemente come ascoltatori. In ogni caso, abbiamo avuto la possibilità di divertirci e crescere anche noi fra la musica, le notizie, le dediche e tutto ciò che ha accompagnato gran parte della nostra vita.
Ciao, Pino. Ti ricordiamo sempre.

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