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TRUMP FIRMA LA FINE DELLO SHUTDOWN. MA CHE COS’E’?

Ricorrere frequentemente a termini anglofoni mette in crisi chi non sa di cosa si stia parlando: nonostante ciò, i giornali e le televisioni ripetono fino alla nausea il termine, senza spigeare cosa vogla dire.  Lo shutdown è la particolare procedura del governo federale degli Stati Uniti d’America che coinvolge il settore esecutivo ogni qual volta il Congresso non riesce ad approvare la legge di bilancio, recante il rifinanziamento delle attività amministrative.

In accordo con la sezione 9 dell’articolo 1 della Costituzione, la quale enuncia il principio secondo il quale le spese pubbliche devono essere direttamente legate ai relativi stanziamenti previsti dalla legge, la procedura di blocco delle attività amministrative è prevista dall’Antideficiency Act. Tale legge, volta a prevenire spese in eccesso rispetto agli stanziamenti varati dal Congresso e indebitamenti da parte dei vari enti governativi, prevede che in caso di mancata copertura finanziaria possono essere continuate solo le attività legate alla sicurezza della vita umana o alla tutela della proprietà.

Il primo blocco delle attività amministrative si verificò nel 1976 durante la presidenza di Gerald Ford. Tra il 1980 e il 1981 il procuratore generale Benjamin Richard Civiletti pubblicò due interpretazioni di tale legge: per evitare di ricadere nell’illegalità gli enti pubblici dovevano cessare completamente le proprie attività in caso di una temporanea mancata copertura finanziaria, eccetto che per offrire servizi per i quali vi sia un «ragionevole e articolabile legame con la sicurezza della vita umana o la tutela della proprietà».

Tutti gli stanziamenti che formano la spesa pubblica devono essere approvati da entrambi i rami del parlamento (Camera dei Rappresentanti e Senato) prima della promulgazione da parte del presidente. Durante un blocco delle attività amministrative il personale giudicato non essenziale dei vari dipartimenti della pubblica amministrazione viene mandato in congedo non retribuito. Tuttavia anche se non previsto dall’Antideficiency Act, storicamente il Congresso provvede a disporre un pagamento retroattivo per i lavoratori interessati. Tra i vari servizi pubblici interessati vi sono parchi pubblici, musei e monumenti che vengono immediatamente chiusi ai visitatori; viene sospesa l’ammissione di pazienti presso i centri di ricerca medica noti come Istituti nazionali di sanità; i Centri per la prevenzione e il controllo delle malattie vedono ridotta la propria capacità di controllo; dopo dieci giorni molti processi civili vengono sospesi e rinviati; la NASA vede ridotto al minimo il numero di impiegati, volti a supportare solo le missioni in corso; vengono sospesi alcuni servizi di assistenza ai veterani e tributaria; e molte richieste di finanziamento di piccole imprese e privati che prevedono agevolazioni statali vengono ritardate. Tra i servizi che non vengono invece coinvolti vi sono quelli postali, di riscossione dei tributi, di assistenza medica, i servizi prestati dalle forze di polizia, militari e vigili del fuoco, il controllo del traffico aereo e i servizi meteorologici.

Il mancato raggiungimento di un accordo tra Democratici e Repubblicani per la proroga di una legge finanziaria precedente a causa di divergenze sul finanziamento di alcune disposizioni in scadenza dell’Affordable Care Act ha portato all’impossibilità di raggiungere un accordo e di ottenere così i 60 voti necessari per approvare la misura al Senato. Esso si è concluso solo con l’approvazione, nella stessa camera, di una proposta di compromesso a breve termine, cui hanno aderito 8 senatori democratici in dissenso con il partito, a seguito dell’aggravarsi degli effetti derivanti dalla chiusura. Ad oggi, si tratta del blocco più lungo della storia statunitense.

Fonte AGI

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