UNA STORIA BELLISSIMA: LA VECCHIA SEDIA DEL NONNO
Nella casa c’era un oggetto che attirava più attenzione di ogni altra cosa: una sedia di legno scuro. La paglia era consumata, le gambe intagliate con figure contorte, simili a volti imprigionati nel legno. Forse era del nonno, ed era rimasta lì, accanto al camino, come un vecchio guardiano. Nessuno la usava. Eppure, nessuno ebbe mai il coraggio di portarla via.
Ogni sera, sempre alla stessa ora, la sedia si faceva viva. Prima un gemito lieve, quasi impercettibile; poi il legno che cedeva… come se un peso invisibile vi si accomodasse sopra. Il fuoco nel camino tremava, le fiamme si piegavano verso il pavimento. E nella stanza calava un freddo che non apparteneva all’inverno.
All’inizio, la famiglia si rassicurava: “È il legno che lavora.” Ma col passare delle settimane, la sensazione divenne più forte. Non era solo un suono. Era un respiro, lento, pesante. Accanto a loro.
Una notte, il padre decise di vegliare. Si sedette al buio, con il lume acceso a metà. Alle undici e trenta in punto, la stanza si fece muta, come se avesse trattenuto il fiato. Poi, il rumore: la sedia gemeva e si piegava sotto un corpo inesistente.
L’uomo vide la paglia abbassarsi. Vide l’ombra del fuoco deformarsi e per un istante credette di distinguere una sagoma: un uomo curvo, le mani poggiate sulle ginocchia, il volto nascosto dal buio. Non raccontò mai a nessuno ciò che aveva visto.
Qualche settimana dopo, accadde qualcosa. Una mattina, la madre trovò la sedia spostata. Non era più accanto al camino ma davanti al letto del figlio minore. Il bambino dormiva sereno, eppure, sul cuscino, c’era impressa la forma di una mano. Grande, ferma, come a proteggerlo.
Da allora, la sedia non fu più temuta. Ogni sera, quando il legno gemeva e il respiro tornava a farsi sentire, la famiglia lasciava un bicchiere di vino e un pezzo di pane sul tavolo. Col tempo capirono che quell’entità non cercava paura ma memoria. Era qualcuno che non voleva essere dimenticato. Così, in quella casa, impararono a convivere con la presenza.
La sedia rimase dov’era, scricchiolando ogni sera. Non più come un avvertimento, ma come il segno che un’anima antica vegliava su di loro.
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