VANNACCI E RUVOLO A MILAZZO: ALCUNE IDEE PER RILANCIARE L’ITALIA
(di Francesco D’Amico)Futuro Nazionale e Patto Italia hanno incontrato i cittadini di Milazzo al Teatro Trifiletti durante la mattinata di domenica 31 maggio, in occasione dell’evento denominato “Verso un Futuro Nazionale”, per esporre i punti di un’intesa proiettata verso la guida del centrodestra nazionale.
Presenti sul palco il dottor Stefano Ruvolo e il generale Roberto Vannacci, il primo presidente nazionale di Confimprenditori e del movimento Patto Italia (nonché promotore dell’iniziativa), il secondo europarlamentare e leader di Futuro Nazionale.
Con loro, in qualità di moderatore, l’ex vicedirettore del Tg1 Angelo Polimeno Bottai.
Tanti i temi toccati, tutti profondamente legati all’economia e al concetto di dignità da restituire al mondo del lavoro e delle imprese, fondamentale per il recupero di una posizione di prestigio dell’Italia sulla scena internazionale.
Presente anche il sindaco di Milazzo Pippo Midili per i saluti istituzionali (fonte di una ridda di polemiche “social” su cui non vale la pena soffermarsi).
Stefano Ruvolo ha esordito elogiando l’attenzione riservata dal generale Vannacci alla Sicilia, “una terra – come ha detto – in cui ci viene negato tutto: il diritto alla sanità, il diritto a crescere e a studiare, il diritto a restare”, per poi lanciare una chiara accusa all’esecutivo di Roma, ritenuto responsabile della perdita di potere d’acquisto degli italiani, avendo destinato importanti risorse al riarmo e ad aiuti militari all’estero.
“Serve una riforma fiscale urgente – ha aggiunto il presidente Ruvolo -, perché le imprese sono già arrivate al limite e bisogna introdurre al più presto misure di snellimento burocratico e detassazione, sia per le aziende che per i lavoratori”; ricordando, inoltre, come la legge sul “salario giusto”, proposta più di tre anni fa dalla Confimprenditori, sia stata stravolta dal governo Meloni.
“Ai giovani dobbiamo dire che si farà un sorteggio all’interno di una graduatoria di professioni e competenze per l’assegnazione degli incarichi pubblici” ha concluso Ruvolo, ribadendo i principi di “libertà, apertura, inclusività e assenza di paura” come elementi-chiave per poter recuperare la fiducia di tanti cittadini delusi dalla classe politica.
Poi è stato il turno di Roberto Vannacci, che, rispondendo alle domande del giornalista, ha illustrato alcuni provvedimenti che Futuro Nazionale assumerebbe in via prioritaria qualora diventasse forza trainante del centro-destra.
“Blocco dell’immigrazione clandestina e abolizione del «green deal»” ha dichiarato il generale, spiegando come l’immigrazione irregolare produca “un impatto molto forte sul sistema di welfare, ovvero su tutti quei servizi sociali che ci siamo guadagnati con gli sforzi fatti da ognuno di noi”. Mentre sul secondo ipotetico provvedimento ha puntualizzato che “l’ambientalismo ideologico è la più grande truffa che l’Europa abbia subito dal dopoguerra ai giorni nostri, e ciò ha significato la desertificazione industriale e la rinuncia all’impresa, la delocalizzazione della ricchezza e delle industrie italiane, che oggi producono altrove inquinando di più, e i prodotti che prima esportavamo li acquistiamo ora ad un prezzo estremamente maggiore”.
Quanto al suo collocarsi lungo la linea maggioranza-opposizione, il generale ha precisato: “Mi sento parte solo dell’Italia e di Futuro Nazionale, di una forza, cioè, che guarda al mondo del lavoro, sinonimo di industria, operosità, capitali, benessere; non ci interessa la collocazione, ma i principi, ed è chiaro che i nostri siano più vicini a quelli originariamente sposati dall’alleanza di centrodestra, dove, al momento, Futuro Nazionale funge da ‘sestante’ nel tentativo di riportare l’imbarcazione sulla giusta rotta. Sia ben chiaro, però, che i nostri ideali non sono negoziabili”.
Tra gli altri punti qualificanti del programma, la reintroduzione del voto di preferenza, definito da Vannacci “fondamento di qualsiasi democrazia rappresentativa”, e la valorizzazione della libertà imprenditoriale basata sul binomio “eccellenza ed esclusività”, inconcepibile senza una drastica semplificazione della burocrazia che agevoli lo spirito d’intraprendenza e l’ingegno creativo.
Non è mancato, poi, un riferimento alla delicata questione della solidarietà sociale, che, secondo Vannacci, “dev’essere in equilibrio con la capacità di produrre ricchezza”: “Se mettiamo i bastoni tra le ruote agli imprenditori – il ragionamento del generale -, ne risente anche la solidarietà sociale, che non può esistere se prima non vengano create ricchezza e infrastrutture, indispensabili per la competitività internazionale del nostro Paese”.
Infine, un cenno al Ponte sullo Stretto, sul quale l’europarlamentare è stato inequivocabile: “Il ponte è una necessità, perché la ricchezza segue le infrastrutture, non il contrario; l’impero romano è diventato grande grazie alle sue strade, attorno alle quali sono sorti i centri abitati, i mercati, lo sviluppo e l’economia. Tale opera attirerà capitali, turismo, altre infrastrutture e dunque nuova ricchezza, foriera di un livello di vita superiore in tutta la Sicilia. E questo virtuoso effetto a cascata consentirà di risolvere ogni altra criticità e carenza infrastrutturale di cui soffre l’Isola”.
Strumenti di condivisione:

Commento all'articolo