Caricamento in corso

VENEZUELA, SOLO I CINQUE STELLE HANNO CHIESTO LA CONDANNA DELL’AGGRESSIONE AMERICANA!

VENEZUELA-MADURO VENEZUELA, SOLO I CINQUE STELLE HANNO CHIESTO LA CONDANNA DELL'AGGRESSIONE AMERICANA!

In una lettera, sottoscritta da 37 europarlamentari e inviata alla Presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen e all’Alto rappresentante Kaja Kallas, Danilo Della Valle, europarlamentare del Movimento 5 Stelle, scrive: “chiediamo di condannare l’aggressione al Venezuela e il rapimento del suo Presidente, azioni che sono incompatibili con ogni principio di legalità”, . “Anziché avallare tale disegno autoritario, le Istituzioni europee dovrebbero coordinare gli Stati membri per chiedere la convocazione di una riunione straordinaria del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite sul caso Venezuela – spiega il deputato -, così da proseguire gli sforzi diplomatici volti a ridurre l’escalation e a prevenire ulteriori azioni militari”.

Ma l’UE sta alla finestra sulla crisi in Venezuela innescata dall’operazione militare con cui gli Stati Uniti hanno catturato il presidente, autoproclamato e non riconosciuto da gran parte dei governi mondiali, Nicolas Maduro, e sua moglie, Cilia Flores.

Il blitz avrebbe fatto almeno 80 vittime a Caracas, tra civili e militari. L’Alta rappresentante UE per gli Affari Esteri, Kaja Kallas, ha invitato “tutti gli attori alla calma e alla moderazione”, e ricordato a Washington che, in qualità di membro del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, “ha una responsabilità particolare” di difendere i principi del diritto internazionaleLa dichiarazione della Kallas è stata sostenuta da 26 Paesi membri tranne l’Ungheria.

Bruxelles ha evitato un’esplicita condanna all’incursione militare USA – solo il premier spagnolo Pedro Sanchez ha accusato apertamente Washington di violazione del diritto internazionale – e ha preferito sottolineare l’illegittimità di Maduro, al potere a Caracas da oltre un decennio e responsabile di una feroce repressione contro l’opposizione democratica nel Paese. Un equilibrismo rischioso, che espone un’altra volta l’UE alle accuse di doppi standard. E all’estrema imprevedibilità (e aggressività) dell’amministrazione USA. In linea con quanto affermato dalla premier italiana Giorgia Meloni, la nota di Bruxelles offre una sponda all’alleato atlantico e alle sue presunte motivazioni: “L’UE condivide la priorità di combattere la criminalità organizzata transnazionale e il traffico di droga, che rappresentano una grave minaccia alla sicurezza a livello mondiale”, sostengono i 26 Paesi membri. Maduro è accusato infatti di narcoterrorismo e cospirazione per l’importazione di cocaina: già incriminato nel 2020 da una commissione dell’ONU, che ne chiese un processo alla Corte penale internazionale, il leader chavista è stato indicato dai pubblici ministeri come il vertice di una rete di traffico di cocaina sponsorizzata dallo Stato, che collaborava con alcuni dei gruppi di narcotrafficanti più violenti e prolifici dell’America Latina. Ma l’amministrazione Trump non ha alcuna intenzione di portare Maduro all’Aia, e lo detiene in carcere a New York.

Ancora, si è rivolto direttamente alla presidente ad interim, Delcy Rodríguez, ex numero due di Maduro: “Se non fa quello che è giusto, pagherà un prezzo molto alto, probabilmente più alto di quello di Maduro”, ha minacciato Trump.

Resta da capire quali siano le cose giuste da fare secondo la Casa Bianca. Di mezzo non c’è solo la rottura dei legami con il narcotraffico, ma anche le mire americane sugli immensi giacimenti petroliferi del Venezuela. Il presidente americano ha affermato esplicitamente che “gli Stati Uniti hanno bisogno di accesso totale al petrolio e ad altre risorse in Venezuela”. Per poi rilanciare, ai cronisti a bordo dell’Air Force One, la minaccia alla Groenlandia: “Ne abbiamo bisogno dal punto di vista della sicurezza nazionale, è così strategica. In questo momento è piena di navi russe e cinesi ovunque e la Danimarca non sarà in grado di occuparsene”, ha affermato Trump.

 

Strumenti di condivisione: