VIA TUTTI GLI AMBULANTI DAGLI INCROCI! NO ALLO SCEMPIO GIORNALIERO!
VERGOGNA QUOTIDIANA PER UNA CITTA’ CHE NON SA COME REAGIRE E ACCETTA PASSIVAMENTE CHE IL PRIMO CHE SI SVEGLIA FACCIA I SUOI COMODI! E SE TROVASSIMO UN RIMEDIO A TUTTO COMINCIANDO DAGLI AMBULANTI?
Ricordate la vecchia pescheria? Era il luogo in cui la Milazzo di ieri, ma non troppo lontana negli anni, si ritrovava per la spesa quotidiana. Si giungeva in centro, spesso con l’auto, si cercava un parcheggio, e decine di persone, fin dalle prime ore dell’alba, si aggiravano tra i banchi allineati che esponevano il pescato. Poi si accedeva, sempre dalla piazzetta della pescheria o dal vicoletto che conduce, oggi, al Commissariato (ma allora al Comando VV Urbani e all’Ufficio Sanitario), al mercato coperto, e lì erano pronti ad attendere i soliti clienti i macellai, i salumieri, i fruttivendoli… Ricordate qualche nome? I fratelli Impellizzeri, con i loro figli, i salumieri Pietro e Paola, i gemelli Nino e Salvatore Composto, con la mamma, la signora Lucia, e la sorella Ciccina, e poi Mico Marzio, e Stagno, mentre fuori, per acquistare il pesce, erano in tanti i forestieri che si affidavano a Salamone, a Sarino Romagnolo, ai fratelli Vitale, a Catanzaro, a Stramandino, a don Sarino Spoto, ad altri nomi che si rincorrono nella nostra memoria e che vorremmo ricordare se non avessimo timore di ometterne qualcuno… Era un incessante movimento quotidiano, che rendeva viva Milazzo.
Oggi quella Milazzo non esiste più: in pescheria sono rimasti solo Mario e Salvatore Foti, e Vitale: gli altri hanno decentrato i punti vendita; il vecchio mercato coperto è chiuso da decenni, e le strade, anche in presenza di precise regole che impongono il rispetto delle normative vigenti, si sono riempite di ambulanti. Di milazzesi nemmeno l’ombra. Fatte le dovute proporzioni, ci ricorda qualcosa di triste… anche con l’avvento della Merlin furono chiuse le case di tolleranza, e quelli della mia generazione, che non fecero in tempo a conoscere i casini, incontrarono per strada molte di quelle donne che vendevano per poche migliaia di lire il loro corpo! Un confronto esagerato, vero? Ma come non si faceva nulla, in quegli anni, nei confronti di quelle ragazze che avevano perso il luogo in cui intrattenersi con gli improvvisati clienti, ed il reato era bello ed evidente, non si fa nulla oggi nei confronti di chi, nonostante ci sia il divieto assoluto di vendere a POSTO FISSO, continua imperterrito a occupare spazi ed aree pubbliche, a scaricare la propria mercanzia, a diventare padrone incontrastato di incroci e strisce pedonali, E i nuovi clienti, che non sono i giovani libidinosi di oltre mezzo secolo fa, sono sempre gli stessi, incuranti delle norme igieniche e sanitarie non rispettate, dei prezzi inesistenti, del peso che non risponde mai a quanto segnato dalle bilance d’IMPRECISIONE, degli scontrini fiscali che non vengono emessi, della manipolazione della mercanzia, della sporcizia che regna in certi luoghi che non vengono mai puliti e che, puntualmente, il giorno successivo, vengono occupati dagli stessi ambulanti. Come se ognuno di loro, in assenza di una regolamentazione, avesse acquisito un diritto inalienabile!
No, troppo comodo. Questa non è la Milazzo che molti vorrebbero!
Questa è un’offesa per le persone che rispettano le leggi e le temono. Perchè non si fa nulla? Per timore di chi o di cosa, vorremmo chiedere? Eppure siamo di fronte a reati che vengono perpetrati quotidianamente, come la guida senza cinture di sicurezza, come il parlare al telefonino, anch’essi inesistenti per le forze di Polizia che dovrebbero intervenire e verbalizzare. Ci vorrebbe ben poco a rimettere le cose a posto, credeteci: basterebbe solo autorizzare gli stessi ambulanti, non importa di dove siano, purchè siano in regola, all’interno della pescheria, dove prima c’erano i banchi utilizzati per la vendita del pesce. Era stato fatto un timido tentativo nella passata Amministrazione, per un giorno alla settimana.
Abbiamo detto qualcosa che vi fa ridere, vero? Già , proporre è facile, ma amministrare è diverso, e non è facile mettere in pratica quel che si vorrebbe fare. Ci sono vincoli, difficoltà … Pienamente d’accordo. Ma ci sono vincoli alle leggi dello Stato? E in nome di che cosa Milazzo deve offrire uno spettacolo desolante, squallido, lurido; in condizioni igieniche pessime? Qualcuno ha detto che in questa città la legge non esiste. Da quel che si vede, nessuno potrà mai convincerlo del contrario. Noi crediamo che non si sia fatto abbastanza, e siamo sempre in tempo per offrire un’immagine di legalità a chi pensa che Milazzo sia il posto dove chi si sveglia per primo comanda!
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