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LA COMMEMORAZIONE DEI DEFUNTI, LONTANA ANNI LUCE DALLE FESTE SPAZZATURA

cimitero_18-750x400-1 LA COMMEMORAZIONE DEI DEFUNTI, LONTANA ANNI LUCE DALLE FESTE SPAZZATURAVisitando il cimitero ove sono sepolti i miei genitori, riflettevo su quanto sia distante la verità dei nostri affetti dal frastuono che ci circonda.

​Ogni anno, puntuale come un meccanismo spietato, fine ottobre ci restituisce il rumore di una festa finta, fatta di plastica e di maschere che urlano il vuoto.

​È il triste trionfo del capitalismo più sfrenato, del consumo usa e getta: si spreca tutto in fretta, riducendo anche il mistero della vita e del distacco a una mera occasione d’acquisto. Ma le nostre vere radici sono ben altro. Tra quei viali di pietra, davanti alle foto di chi ci ha amato, si comprende che il giorno di Ognissanti e la commemorazione dei defunti non sono semplici date sul calendario, ma il battito profondo della nostra memoria. Parlano di chi ci ha messo al mondo, di chi ci ha tenuto la mano, dei silenzi che custodiamo nel cuore e di legami che la morte non può spezzare. Valori immensi, sacri, che nessun supermercato potrà mai mettere in vendita sugli scaffali.

​Fermiamoci. Educhiamo i nostri giovani a ritrovare un vero senso critico, a difendersi da questo cinismo mercantile che anestetizza l’anima. Insegniamo loro a guardare oltre la superficie, a smascherare le logiche del profitto e a custodire, con orgoglio, la Bellezza della nostra storia e la dignità del ricordo.

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