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A SPASSO PER VIA UMBERTO I

albero umberto I

ARTE E DECORO, MA ANCHE PERICOLI E STRANEZZE, NEL CUORE DI MILAZZO… 

Aiola con bordo rialzato che protegge l’albero ma che, guarda caso, fa inciampare i pedoni. Chissà quanti di chi transitano sul marciapiedi di Via Umberto hanno inciampato dolorosamente (a me è successo e l’avverbio ci sta tutto), o peggio sono arrivati faccia a terra. Non è dato sapere se il Comune, nel tempo, ha avuto richiesta di risarcimento danni per lesioni da caduta o di quanti siano finiti al pronto soccorso o che se la siano cavata con una medicazione “fai da te”. Sta di fatto che la scelta di fare un’aiola con bordo rialzato non è stata un’idea brillante. A giudicare dal fatto che nella stessa Via Umberto, giunti alla piazzetta con la vasca con i pesciolini rossi,  questi bordi non esistono più e l’aiola è a raso, c’è da ritenere che nel corso dei lavori, all’epoca, qualcuno debba aver avuto un ripensamento. Quella nella foto è l’aiola al civ. 200 della Umberto I°; il bordo è alto oltre 10 cm, la profondità circa 30 cm.  Aggiungo che l’impalcatura di un cantiere edile, che si intravede, peggiora la situazione. E la sera, al buio? Pericolo e rischio conseguente in agguato.

Quasi dimenticavo: per erigere il ponteggio è stata danneggiata una panchina che impediva di posizionare un montante di supporto. E’ stata divelta una traversa della zona di seduta che, alla fine del cantiere si sarà perduta per come accaduto alla targa della Via Monastero. Cosa da poco, ormai è risaputo che tutti possono fare impunemente ciò che vogliono. 

palazzo cgilAl civ. 89, un palazzo antico di pregiata fattura attira lo sguardo per il duplice aspetto della sua architettura e dello stato di abbandono e di degrado in cui versa. In atto sede di un Sindacato. Garbata richiesta rivolta ad una signora sull’uscio della sua porta:

Buongiorno, Signora, mi scuso per il disturbo…, sa dirmi come si chiama questo palazzo?

Risposta: “Nenti sacciu…, chi mi cunta a mmia, iò mi fazzu i fatti mè”.

Segue la chiusura della porta.

Miglior fortuna con un tizio più in là; risposta, dopo qualche assorta riflessione: “Mah, mi pari chi iè di ‘na cetta professoressa Magistri, maritata Catanzaru, ma ora sacciu chi ‘i patruni sunnu in Australia”.

E’ un vero peccato, le mensole dei balconi ed i portali delle porte che affacciano sui balconi, sono di vero pregio; gli intonaci sono ormai rovinati e non manca qualche crepa. Ciò nonostante, rischia di  far gola a qualche ingordo danaroso, per  fare poi  la fine che ha fatto altro edificio, suo coevo, più a monte della stessa Via, molti anni addietro. Ricordo che allora con vera meraviglia e sgomento assistetti alla autorizzata demolizione.

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