ALBUM DEI RICORDI: IL MILAZZO DI UNA VOLTA. CADONO AD UNA AD UNA LE FOGLIE…
Il calcio mi ha sempre appassionato, forse perché l’ho giocato da ragazzo o perché ne ho scritto tanto, mai però con l’accento dell’insipido cronista, o perché l’ho considerato metafora perfetta della imprevedibilità, profondità e complessità della vita, in ogni caso, anche oggi che gigantismo e adulterazioni ne hanno stravolto i connotati, mi dà modo di svolgere considerazioni che esulano dall’ambito agonistico-passionale per inseguire un orizzonte più vasto e problematico.
L’amico Pippo Gitto, il goleador del Milazzo anni ’70, in seguito alla scomparsa di Paolo Motta, ha postato oggi, con parole commosse, una foto della squadra rossoblù allenata da Nino Romanetti, dominatrice del campionato dilettanti 1970/71 che coincise con la prima “storica” promozione in serie D. Una città in amore – ho scritto più volte – in sintonia con il verso sabiano “pochi momenti come questi belli,/ a quanti l’odio consuma e l’amore,/ è dato, sotto il cielo, di vedere… ”, perché il calcio “genuino” aveva allora e avrebbe ancora oggi una irresistibile forza coinvolgente.
Ma quell’immagine, e concordo con la malinconica riflessione di Pippo Nicosia, suscita emozioni di ben altra natura: la caducità della giovinezza, la transitorietà dell’esistenza, il sentimento logorante del limite inaccessibile.
Erano “giovani e forti” Mario Romagnolo, Saverio Ferrara, Emilio Passaniti, Mario Manoti, Paolo Motta, Nello Terranova, lo stesso Nino Romanetti, ma non solo in guerra “Si sta come / d’autunno / sugli alberi / le foglie”.
Cadono ad una ad una, le foglie, finché il ramo resterà nudo.
Il vento, che soffia ancora in questa sera di pesantissimo inverno, si porta con sé lo struggente ricordo dei giorni in cui la notte sembrava lontana. E quante “cose” mi chiedo, quanti cerchi s’allargano.
(da uno scritto del prof. Filippo Russo, pubblicato su Facebook)
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