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ALBUM DEI RICORDI: TINDARO MIGLIORINO e la via G. Medici

AVREBBE COMPIUTO NOVANTACINQUE ANNI LO SCORSO 19 FEBBRAIO TINDARO MIGLIORINO, UNO DEI COMMERCIANTI PIU’ NOTI DI MILAZZO. Il suo negozio di via Medici, in quella strada che sarebbe diventata il salotto della città, era il riferimento di una clientela vasta e selezionata. Un negozio attivato nel 1964, che non aveva risentito i contraccolpi della crisi economica che l’Italia stava attraversando, né dello spostamento verso nuove forme di commercio che si sono succedute nel corso di cinquanta anni: prima il mercato settimanale, quindi i centri commerciali, ed ancora gli stock house o le città della moda spuntate come funghi! Lui sapeva di puntare sulla qualità dei prodotti per conquistare la sua clientela e mantenerla.

Ci sapeva fare, Tindaro MIGLIORINO; era un professionista, lo è sempre stato. Conosceva i marchi, i prodotti, le case, i rappresentanti; anticipava le mode, i tempi, le collezioni.

Rimarrà un’istituzione anche dopo la sua scomparsa.

Nulla lasciava presagire che la sua inattesa partenza avrebbe dovuto coincidere con la decisione di cessare la lunga attività: infatti da qualche mese aveva deciso di svuotare negozio e magazzino offrendo prodotti di qualità a prezzi stracciati, addirittura un PRENDI TRE PAGHI UNO che mai aveva effettuato in oltre cinquant’anni di presenza commerciale.

Se non lo trovavi dentro il negozio, era fuori a fare due passi, o da Romagnolo per il consueto caffè, o a scambiare qualche battuta con gli amici, e ne aveva tanti, che si fermavano con lui a parlare. Una volta nel negozio, intavolava le discussioni più disparate, non come tuttologo, ma come persona attenta alle evoluzioni della società, ai cambiamenti quotidiani, alle svolte politiche o alle mancate decisioni di intervenire nei settori fondamentali della vita quotidiana, ma anche nello sport, nella musica, nei servizi da offrire ai giovani. E nel corso delle discussioni, mai animate ma sempre condotte con obiettività, tirava fuori dagli scaffali il lupetto GRANSASSO, o il pullover con lo scollo a V, o il maglione dolce vita; ma aveva sempre pronto un pantalone in velluto che ti offriva per arricchire il guardaroba… e se rifiutavi dicendo che quello comprato due anni prima era ancora intatto, sorrideva ricordandoti che ti aveva venduto roba buona ed indistruttibile!

Come TERMINAL, che sempre ha letto, fin dalla sua prima apparizione in edicola, nel lontano novembre 2009, gli abbiamo conferito il PREMIO TERMINAL nel 2017. Emozionato come un ragazzino, venne a ritirarlo nel chiostro del convento di S. Papino, e fui proprio io a volergli consegnare la scultura realizzata dal Maestro Benedetto Norcia che ha voluto esporre nel negozio… Emozionato ma contento, per un riconoscimento che era un’attestazione di stima, di amicizia, di rispetto nei confronti del decano dei commercianti milazzesi. Uno di quei commercianti della via Medici che era rimasto a testimonianza della vitalità del centro storico, prima che diventasse Salotto, ultimo rappresentante di una schiera di professionisti che si chiamavano Nino Catanzaro, Giuliano Testa, Pietro Caravello, Giovannino Spoto, Mico Maiorana, Nicolino Giorgianni, e poi, ancora, i fratelli Romagnolo, Ciccio Bertè, Vincenzino Cambria, Antonuccio, Alacqua, Amato, La Rocca, Santo Torre, Molinari, Scuderi, Pino, Pippo Russo, Sindoni, Amato ed Alacqua, Picciolo il profumiere o il barbiere Ullo, o Franco Vitale… 

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