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BIAGIO CIRINO, un amico che non dimenticheremo mai

Sentivo, da qualche giorno, l’avvicinarsi di una triste ricorrenza… Sentivo anche una presenza, che durante la mia giornata continuava a distrarmi da ciò che facevo. Poi, improvvisamente, si è materializzata, sulla mia pagina facebook, senza che io andassi a cercarla, un’immagine: un Carabiniere, che sei anni fa ci ha lasciati dopo aver lottato, strenuamente, contro un male insidioso e perfido. Era la foto di Biagio Cirino, quella utilizzata per il mio saluto fatto il 27 agosto 2015. Ho capito cosa significasse quel mio presentimento, quella presenza insistente, e quale fossa la triste ricorrenza. L’ho capito guardando quell’immagine sulla mia pagina, quel volto sereno di quell’amico in divisa. Come se volesse dirmi: “Collega, così come ci chiamavamo, non dimenticarti di me… Fra qualche giorno saranno sei anni…

Quando sono sei anni, collega? Devo andare a verificare… E ho riletto quel saluto di sei anni fa; ho rivisto te e tua moglie a passeggio per la via Medici; ho rivisto i nostri incontri, che non avevo mai dimenticato. Mi è sembrato di riascoltare anche le tue parole, i tuoi incoraggiamenti… Ho rivisto anche la rassegnazione nel tuo sguardo, quando avevi capito che la lotta era impari, caro amico mio. Ho avuto l’impressione che volessi salutarmi, le ultime volte che ci incontravamo, ed evitavamo anche di tornare sull’argomento, di parlare di una battaglia che si stava mettendo male. La speranza è sempre l’ultima a morire, e ti è stata fedele compagna nell’ultimo viaggio, caro collega! Quella speranza sapeva forse che tu dovevi dare forza ai tuoi cari, e non ti ha mai abbandonato; probabilmente sapeva che tu avevi preso un impegno anche con me, che periodicamente ho quello che avevo definito, allora un “incidente di percorso”, e che mi avevi assicurato che sarebbe andato tutto bene…

A settembre saranno nove anni da quel giorno in cui anche io ho affrontato un viaggio, per tornare vincitore. Come me, tanti altri, e molti sono lassù a farti compagnia… La battaglia continua, ogni tanto c’è una battuta di arresto, ma ormai mi sono abituato: so che qualcuno mi è vicino, mi dà forza, mi incoraggia… Inutile, caro collega, raccontarti queste cose: tu le sai, ma ascolti volentieri. Vuoi la conferma che anche qui avvertiamo la tua presenza? Sì, caro Biagio, l’avvertiamo; e questa è la prova che esiste un filo invisibile che ci lega.

Sono le 23.30, amico mio… Invece di andare a letto ho preferito mettermi al computer, a quest’ora, perchè avvertivo qualcosa difficile da spiegare… Quella presenza, quel presentimento, quell’immagine, quella ricorrenza… Quel collega forte e generoso, ma diventato improvvisamente fragile, vulnerabile, che non voleva che lo dimenticassi…

Tranquillo, collega! Anche se dovessi dimenticare l’approssimarsi dell’anniversario della tua partenza, sai come fare per ricordarmelo!

Ciao, amico mio, collega Biagio Cirino! Ti abbraccio!  

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