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“CHIEDO PIU’ SICUREZZA PER GLI STUDENTI SUGLI AUTOBUS”

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OSPITIAMO LA MAIL DI UNA MADRE, COME ALTRE MADRI IN APPRENSIONE PER IL FIGLIO, OGNI GIORNO A MILAZZO PER FREQUENTARE LA SCUOLA….

Ho letto con interesse la lettera inviata da un lettore del vostro giornale ai Presidi delle scuole di Milazzo. Una lettera scritta sicuramente da un padre di famiglia, il quale ha voluto richiamare l’attenzione su un aspetto preoccupante della viabilità a Milazzo. Non sono di Milazzo, e questo mi preme sottolinearlo, per cui sapere che mio figlio, 15 anni, studente dell’ITI, assieme ad altri coetanei rischia la vita ogni giorno solo per salire sull’autobus che lo dovrebbe riportare a casa, mi ha messo agitazione. Sapere che questi stessi ragazzi non vengono lasciati davanti a scuola, ma fatti scendere (qualcuno mi ha detto che è una loro scelta, qualunque siano le condizioni meteo) al capolinea nel porto, fa crescere la mia ansia. Lo so, magari qualcuno pensa che io sia una madre oppressiva, ancora all’antica, che non mi renda conto che il mondo va avanti, e che i ragazzi debbano avere la loro libertà. Ma chiedere che questi stessi giovani, sui quali noi genitori abbiamo riposto le nostre speranze, cresciuti e mandati avanti con sacrifici (e vi assicuro che per farli studiare sacrifici ne facciamo tanti) abbiano una fermata davanti alla scuola è reprimere la loro libertà? O non si tratta piuttosto di tutelare la loro sicurezza, la loro salute? Anche io, come credo faranno altre madri, mi unisco all’appello dell’autore della lettera, affinchè questi ragazzi vengano tutelati: dalle scuole alle quali noi li affidiamo, dagli amministratori della città nella quale passeranno i migliori anni della loro adolescenza, dagli stessi gestori del servizio dei trasporti pubblici. Proprio questi ultimi dovrebbero avere più attenzione per gli studenti: il fatto che siano ammassati sugli autobus, uno sull’altro, impossibilitati a stare seduti o a poter respirare, mi ricorda scene di altri continenti, dove la sicurezza non esiste. Qui in Italia si parla tanto di sicurezza stradale, si invoca la tolleranza zero per alcol e droga ed inasprimento di sanzioni per taluni comportamenti di guida, ma ci dimentichiamo della sicurezza delle persone trasportate sugli autobus di linea, in particolare degli studenti. Mi sono documentata, e ho letto che il codice della strada prevede che “tutti gli occupanti, di età superiore a tre anni, degli autobus devono utilizzare, quando sono seduti, i sistemi di sicurezza di cui i veicoli stessi sono provvisti”. Quindi se ne deduce che le persone che trovano posti a sedere sono obbligate ad indossare le cinture di sicurezza. Ovviamente nessuno lo fa, e nessuno controlla: non si fa per le auto, figuriamoci per i conducenti o i passeggeri di un autobus che effettua il trasporto scolastico. Ma le persone trasportate in piedi, se dovesse verificarsi una brusca frenata, oppure un tamponamento, da chi sono tutelate? E’ proprio per questo che si verifica la ressa al momento della salita, ossia per guadagnare un posto a sedere? Potenziare i trasporti sarebbe chiedere troppo, vero? Ci sono legittimi interessi aziendali che non possono essere messi in discussione, quindi tutti sui carri bestiame, pronti per essere depositati nel porto di Milazzo, con qualsiasi condizione atmosferica, e da lì riportati al paese di origine. E allora mi rivolgo alla classe politica milazzese: perché non realizzare, così come diceva la lettera, la fermata davanti alle scuole, abolendo il capolinea nel porto proprio per eliminare quell’assembramento pericolosissimo? Ma non è tutto: perché non evitare la fermata a richiesta in mezzo alla strada? Mi risulta che ogni giorno gli autobus consentono la discesa degli studenti fermandosi in doppia fila, in mezzo alla strada, e bloccando il traffico. Perché gli autisti lo fanno, anche se non esistono le fermate? Non sanno che è vietato? Lo sanno che spesso l’esuberanza dei ragazzi, la loro voglia di crescere e di sentirsi grandi li porta a rifiutare la protezione, per fare esperienze nuove giorno per giorno? Non ci sono, a Milazzo, dei vigili urbani che ricordino agli autisti le norme del Codice della Strada? Chi meglio di loro, visto che sono genitori? Attendono disposizioni per fare rispettare la legge? Bene, che vengano impartite queste disposizioni. Saremo in tanti ad avere meno preoccupazioni se sapremo che i nostri figli, quando escono da casa e giungono a Milazzo, sono tutelati da chi ha a cuore la loro sicurezza ed il loro futuro…

Lettera firmata

Commenti

1 Commento

  1. Voglio fare i complimenti, e non per piaggeria, alla redazione. Vi state dimostrando il Pasquino milazzese, sul quale tutti apponiamo idee e pensieri altrimenti perduti o sparsi tra….amici.
    Condivido la preoccupazione dei genitori per quanto riguarda la pericolosità dell’accesso ai mezzi che li riportano a casa e spero, sensatamente, che l’amministrazione si muova affinché tutto possa essere coordinato in maniera più “normale” e meno rischiosa per i nostri ragazzi. Il “recupero” degli stessi fronte scuola sarebbe, e lo sottolineo, l’optimum. Non credo che comporti spese diverse, ma una migliore organizzazione del piano viaggi. Confidiamo che queste voci giungano negli uffici interessati e che gli stessi si muovano in senso positivo. Saluti

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