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COSE C’E’ ALLE SPALLE DEI FALSI INVALIDI?

Notizia di pochi giorni fa, a Milazzo, il comando dei vigili urbani ha cancellato decine di stalli per disabili, utilizzati abusivamente dai familiari degli aventi diritto. Siamo un paese di invalidi?

Direi che, fortunatamente, nella nostra città, non siamo diversi da molte altre lungo lo stivale. Il sentirsi furbi, il sentirsi comunque “protetti” da una burocrazia lenta, elefantiaca, a volte genera dei piccoli mostri.

Salta subito all’occhio il fatto che il problema del parcheggio, a Milazzo, sia sempre stato uno dei tasti dolenti, da che ricordi. E come buona prassi di “sopravvivenza urbana” molti, se non quasi tutti, approfittano di un tesserino, spesso e volentieri messo in bella mostra sul cruscotto, a volte anche fotocopiato, per recuperare un parcheggio, gratuito, seppure a spese degli altri.

Mi capita spesso di essere fuori città, e questa abitudine di contrassegnare con un numero di targa gli stalli per disabili non l’ho trovato spesso, seppure previsto dalla normativa. Il diritto è per tutti; ma da noi, i tutti, alla fine, si trasforma, diventa tutta la famiglia. Figli, nipoti, chiunque può approfittare di quei pochi metri quadrati, alla faccia di chi, fidandosi, pensava di rendere un servizio, che rimane comunque importante.

A Roma, ad esempio utilizzano un sistema che scannerizza i nuovi tesserini e verifica se il documento sia ancora valido oppure utilizzato in maniera fraudolenta. Da noi, piccola città, con aspirazione da grande, basterebbe che l’ufficio anagrafe inviasse mensilmente un elenco dei soggetti aventi diritto, nel frattempo deceduti, per porre fine alla truffa, perché di questo si tratta.

Ma siamo a Milazzo e sappiamo che spesso, l’amicizia o il muoversi in determinati ambiti, aiuta a passare oltre.

Probabilmente il sentirci sempre dalla parte del più furbo, anziché da quella dell’onesto, è alla radice di tutti i mali, e questi piccoli truffatori di periferia, di fare un salto “quantico” verso una normalità che sarebbe conseguente, non ne vogliono sapere.

Non li giudico, bastano i loro comportamenti a far capire che si tratta di piccoli truffatori di periferia. Fa bene il comune ad effettuare delle verifiche; sarebbe il caso di dire che fosse ora. I controlli incrociati, in epoca di digitalizzazione, sono semplici, ma basta volerli. Ma quando c’è di mezzo la politica, tutto diventa estremamente complicato.

Restiamo speranzosi a guardare il procedere delle verifiche.

 

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