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ESPLOSIONE SULL’AUTOSTRADA, MILAZZO AVEVA UN PIANO DI PREVENZIONE!

REDATTO DALL’ASSOCIAZIONE PROVINCIALE STATISTICI CHE AFFIANCAVA L’UFFICIO COMUNALE DI STATISTICA, FU PRESENTATO, UNICO IN ITALIA, ALLA CONFERENZA DELL’ISTAT 1998 ED UN ARTICOLO DI PRESENTAZIONE EBBE SPAZIO SUL GIORNALE DEL SISTANLO STESSO ARTICOLO FU PUBBLICATO ANCHE NEL LUGLIO DEL 2009 SUL SECONDO SUPPLEMENTO DI TERMINAL, QUANDO A VIAREGGIO L’ESPLOSIONE DI UN TRENO IN TRANSITO FECE 27 VITTIME… LO RIPORTIAMO PER CHI AVESSE VOGLIA DI LEGGERNE IL CONTENUTO. I PRINCIPI PER IL SUO AGGIORNAMENTO SONO SEMPRE GLI STESSI. 

CI CHIEDIAMO: NON SAREBBE ORA DI AGGIORNARLO?

L’INFERNO DI VIAREGGIO POTEVA ESSERE EVITATO? La statistica è anche prevenzione: ecco un nostro studio del 1998!

Il dramma di Viareggio ha proposto inquietanti interrogativi. Le 27 vittime accertate sono frutto di un’assurda casualità o tutto quel che è successo poteva essere evitato? Formuliamo meglio l’interrogativo: sarebbe stato possibile conoscere, giorno dopo giorno, ora dopo ora, i rischi legati al trasporto di materiali infiammabili su strade, ferrovia e mare in tutta Italia? E nello specifico a Viareggio? Con la statistica si sarebbe potuto, amici lettori. In qualsiasi parte d’Italia o del mondo voi ci stiate seguendo. E ci rivolgiamo specialmente alla classe politica!

Riportiamo un articolo della dott.ssa Concetta Italiano, pubblicato sul GIORNALE DEL SISTAN n° 9/1998. All’epoca l’autrice del lavoro era utilizzata come ex art. 23 presso l’Ufficio di Statistica del Comune di Milazzo. Lo studio, voluto dalla Prefettura di Messina, coinvolgeva l’Università degli Studi, con la Facoltà di Chimica e il prof. Maschio, docente di quella facoltà. Milazzo partecipò alla Conferenza Nazionale di Statistica del 1998, e nel suo stand fu esposto il lavoro che riguardava la nostra città. Qualcuno ci prese sul serio, e volle capire come avevamo fatto per quantificare rischi e popolazione. Altri, mostrando interesse, erano in effetti solo indifferenti: “Ma sì, cosa può mai capitare!” avranno pensato… A Milazzo si meravigliarono della nostra partecipazione all’Assise dell’ISTAT: Come al solito, i detrattori li abbiamo in casa. Ritengo che quel lavoro sia stato fatto solo da noi. Se lo avessero fatto tutti i comuni, provvedendo a tenerlo aggiornato periodicamente, tanti interrogativi non sarebbero stati neppure posti. E tante vittime forse evitate! Ma in Italia, nonostante le normative vigenti, la statistica nella Pubblica Amministrazione rimane sempre un optional.

Dal Giornale del Sistan 9/1998

CENTRI DI VULNERABILITÀ NELLA PROVINCIA DI MESSINA di Concetta Italiano

La crescente attenzione ai problemi di gestione delle emergenze ha reso necessario affrontare l’analisi e la valutazione del rischio nei trasporti di sostanze pericolose su strada, ferrovia e mare nella provincia di Messina, ai fini di una corretta e completa previsione dei rischi cui è soggetta la popolazione del territorio. Tale esigenza, avanzata dalla prefettura di Messina, è rivolta ai comuni della provincia, che devono provvedere a fornire una serie di dati statistici, per consentire un dettagliato studio all’istituto di chimica della facoltà di scienze della locale università.

Tali dati, al momento della richiesta, dovevano riferirsi al 31.12.1997, e riguardavano: a) il traffico dei mezzi pesanti e leggeri sulle strade urbane ed extraurbane (media mensile); b) la popolazione residente e la distribuzione territoriale; c) le carte topografiche scala 1:2000; d) la presenza di centri di vulnerabilità, ossia di quelle strutture più facilmente esposte ai rischi in caso di calamità, nelle arterie stradali di cui sopra. Tali centri sono rappresentati da scuole, ospedali, esercizi commerciali, uffici pubblici e privati, chiese e luoghi di culto, mercati ecc.

Poiché il trasporto di sostanze pericolose, nel territorio cittadino, riguarda quasi esclusivamente le autocisterne adibite al rifornimento dei distributori di carburanti (nella città è presente anche un’industria petrolifera), l’ufficio di statistica del comune di Milazzo – incaricato dal corpo di polizia municipale di svolgere l’indagine e di estenderla anche agli anni successivi – apportando ai dati raccolti continui aggiornamenti, ha censito dapprima tutte le stazioni di servizio, integrando le notizie con il numero di serbatoi esistenti in ognuna e la destinazione a contenere benzina super o verde, gasolio o altro. Quindi, tracciando su apposite planimetrie i percorsi degli automezzi, ha rilevato gli orari di transito durante il giorno, le settimane, i mesi; i litri trasportati nonché la presenza di veicoli in sosta durante le operazioni di scarico.

Le successive fasi hanno evidenziato un perfetto coordinamento tra l’ufficio di statistica, l’università di Messina e i centri di vulnerabilità. Particolarmente importante l’individuazione di questi ultimi: l’ufficio di statistica ha potuto integrare quanto chiesto grazie a schede di rilevazione appositamente elaborate e studiate, diverse a seconda della tipologia del centro (chiese, scuole, alberghi, attività commerciali, industriali o artigianali, uffici postali, banche, zone di sosta per autobus, agenzie, ecc.) e sottoposte ai responsabili (direttori, proprietari, sacerdoti, ecc.) che hanno fornito informazioni su:

1) le presenze medie durante le varie ore del giorno, della settimana, dei mesi, delle stagioni;

2) il numero dei dipendenti;

3) le uscite secondarie;

4) i parcheggi e il numero dei veicoli in sosta;

5) l’esistenza di impianti antincendio;

6) le situazioni anomale che comportavano una crescita della popolazione.

La catalogazione, la verifica, la classificazione, il controllo dei dati richiedono un continuo aggiornamento. Inoltre, i dati elaborati, trasmessi agli organi competenti, non devono lasciare spazio ad omissioni.

Oltre alla raccolta ed elaborazione delle informazioni, l’ufficio di statistica ha proposto, per ridurre il rischio derivante dal transito sulle strade urbane ed extraurbane delle autocisterne, la variazione degli itinerari tradizionali, valutando, oltre ai flussi veicolari, anche la presenza della popolazione, sia residente sia non residente. D’altra parte, la delicatezza del lavoro assegnato non consente di trascurare particolari a prima vista ininfluenti, che possono risultare decisivi ed inficiare il fine ultimo della richiesta della prefettura. L’ufficio ritiene di intervenire anche in questo campo per mettere a disposizione della statistica altri settori che possano contribuire alla sua diffusione e alla sua crescita, allargando quegli orizzonti che molti reputano alquanto ristretti e limitati solo alla compilazione di tradizionali modelli e schede di indagine.

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