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GRAZIE AI SOCIAL, SIAMO DIVENTATI TUTTI PIÙ CATTIVI E PIÙ MESCHINI

MINORI-CON-LO-SMARTPHONE GRAZIE AI SOCIAL, SIAMO DIVENTATI TUTTI PIÙ CATTIVI E PIÙ MESCHINISul sito dell’ANSA leggiamo che “La camera bassa del Parlamento francese ha approvato nelle prime ore di oggi un disegno di legge che vieta l’accesso ai social media ai minori di 15 anni per tutelare la loro salute. Sostenuto dal governo e approvato dall’Assemblea nazionale con 130 voti a favore e 21 contrari, il ddl passerà ora all’esame del Senato. Se adottato definitivamente, la Francia sarebbe il primo Paese europeo a imporre un simile limite di età per l’accesso ai social. Questa misura è una priorità per il presidente Emmanuel Macron, che ha definito il voto di stanotte come un “passo importante”.”.

E’ da accettare con favore questo disegno di legge che, finalmente, pone un freno all’uso smodato dei social da parte dei minori. Lo stesso disegno di legge potrebbe essere approvato in altri paesi europei, inclusa l’Italia: ma avremmo un forte dubbio che proprio qui da noi ci siano controllori. Un compito che, come tutti gli altri, dovrebbe essere demandato… alle scuole. Perché le famiglia, come al solito, non esercitano più la funzione di controllo e troppo facilmente abdicano al loro ruolo. Comunque è troppo presto per poter fare previsioni, perché dalla nostre parti si leverebbero squilli di protesta da parte dei tanti tromboni che rappresentano il nostro Paese e quei milioni di elettori che, sempre meno, si recano alle urne per votarli.

Il togliere ai minori di 15 anni l’uso dei social dovrebbe essere accompagnato anche da severe sanzioni per quei leoni da tastiera (si chiamano così oggi… ) che sempre più si cimentano in commenti irriguardosi, scurrili e sgrammaticati nei confronti di tutto e di tutti. Proprio costoro dovrebbero essere perseguiti per legge se insultano il Presidente della Repubblica, un Ministro del governo, un Capo di Stato, il segretario di un partito, o quando si rivolgono con disprezzo nei confronti dell’autore di un semplice e garbato commento. Insulti gratuiti perché quello che scrivono e siamo costretti a leggere (compito diseducativo e incoraggiante di Facebook che dovrebbe quanto meno avvalersi della facoltà di cancellare frasi irriguardose!) proviene da persone che con il tempo sfogano su Facebook la loro rabbia e le loro frustrazioni; come se lo scrivere frasi sconce e offensive sui social serve a farle sentire migliori.

Abbiamo letto giorni fa della scomparsa in mare, durante la burrasca che ha distrutto i comuni della fascia ionica, di almeno 380 migranti. Ogni commento sarebbe stato superfluo, tranne che pregare per le anime di quegli sventurati. Purtroppo non è stato così! Chi commentava faceva a gara con l’altro per mostrare il proprio cinismo, la cattiveria: “A me che mene frega“, “Sono contento che siano morti”, “Così imparano e stanno a casa loro”…

E ci fermiamo qui. Chi ha un briciolo di coscienza e un po’ di buonsenso scriverebbe frasi di senso nettamente opposto, ma a che servirebbe? Abbiamo a che fare non con leoni da tastiera, ma con gente povera di idee, cattiva e meschina.

Sì, proprio così: meschina. Non troviamo un altro termine per definire queste persone. Ma forse non sono neanche PERSONE.

 

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