IL VANGELO DI DOMENICA 10 maggio ed il suo commento
Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 14,15-21
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi.
Non vi lascerò orfani: verrò da voi. Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi.
Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui».
Parola del Signore.
RIFLESSIONE SUL VANGELO DI DOMENICA 10 MAGGIO 2026 (Gv 14,15-21)
Se domani decidessi di andare in un luogo affollato e, con un microfono in mano provassi a fare un’intervista alla gente, chiederei: mi sapete dire quanti sono i Comandamenti di Mosè? Sono certa che tutti gli intervistati risponderebbero, dieci. Se poi però chiedessi di ripeterli… con un sorriso imbarazzato ne ricorderebbero forse la metà. La cosa si complicherebbe se chiedessi di riferire i Comandamenti di Gesù. Vedrei che i sorrisi si allargano e gli occhi girano intorno alla ricerca di suggerimenti. Gesù ha lasciato un solo e unico Comandamento. “Amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi”. Il Comandamento è unico, i modi di applicarlo sono infiniti ecco perché Gesù parla al plurale. Dice: “se mi amate”, se credete e avete fiducia in me, metterete in pratica il Comandamento dell’amore chiamato anche Regola d’Oro. In effetti l’amore verso il prossimo è una regola morale presente in tutte le religioni e le civiltà umane ma amare Gesù significa principalmente imitarlo. Lui per primo ha lavato i piedi ai suoi discepoli cioè si è fatto servo, utile agli altri e chiede a noi di svolgere un servizio utile gli uni agli altri. Tutto facile? Non proprio… perché ci vuole la forza di volontà e questa, qualche volta, manca. Allora Gesù rassicura: “Vi darò lo Spirito Santo”, un paraclito. Questa espressione di solito è tradotta con protettore, difensore, soccorritore, insomma, uno che aiuta. Ma in che senso aiuta? In parole semplici possiamo dire che vi sono due modi: da un lato, lo Spirito mantiene vivo nella comunità il messaggio di Gesù, dall’altro consente di distinguere ciò che è bene da ciò che è male. In ebraico lo Spirito si dice Ruah che significa vento, aria, elementi che indicano la libertà. Comunque il vento ha anche una forza, una energia indicibile pensiamo per esempio alle pale eoliche, alle onde del mare, allo spostamento delle dune e tanto altro ancora…Quindi lo Spirito è quella forza, quell’energia che liberamente si accoglie e orienta la vita al bene alla giustizia. “Lo Spirito Santo è l’uso consapevole e buono della propria libertà”. (Vito Mancuso). Gesù, quando parla ai suoi amici, sa che presto sarà condannato a morte e afferma: “Il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete”. In passato si pensava a delle manifestazioni straordinarie… ma Gesù non ha intenzione di sbalordire nessuno e i discepoli non sono dei visionari. Gesù si rende visibile, presente, vivo e vivificante là dove c’è rispetto, condivisione e solidarietà. Attraverso l’Eucaristia Egli si fonde con gli uomini e dona a chi lo accoglie la sua stessa energia vitale e amorevole da diffondere poi agli altri. Quindi possiamo dire che Gesù è manifestato da coloro che lo imitano. La prima discepola pronta ad imitarlo è stata sua Madre, il suo spirito servizievole e amorevole la fa per noi un modello. Auguri a tutte le mamme!
MARIELLA RAPPAZZO
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