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LA PROF NASCONDEVA UN CADAVERE, MA NESSUNO POTEVA IMMAGINARE…

prof-che-ha-tagliato-il-cadavere LA PROF NASCONDEVA UN CADAVERE, MA NESSUNO POTEVA IMMAGINARE...A Torino una professoressa occulta un cadavere in modo macabro, e come sempre, subito dopo, il coro di chi la conosceva è all’incirca questo: «Era una persona insospettabile».

Eh no, insospettabile non è mai la persona, piuttosto è lo sguardo di chi la circonda. Nessuno diventa capace di una cosa simile da un giorno all’altro. Prima c’è una vita che si incrina, un abuso che si aggrava, una sofferenza. Tutto questo lascia tracce, ma per vederle bisogna guardare, e la gente non lo fa, sta con il capo chino sugli smartphone e sui fatti propri. Questa donna in particolare era in evidente difficoltà, sotto abuso di sostanze da chissà quanto tempo ma ovviamente nessuno ha visto nulla.
Ci si circonda di persone che si salutano senza vederle. Loro, nel frattempo, indossano la maschera che la convivenza richiede, e si confidano, al massimo, con lo psicologo, a pagamento, perché al prossimo si mostra solo il volto presentabile.
Ma le maschere sono pur sempre maschere, basterebbe un minimo di attenzione per scorgere le crepe. Quell’attenzione, però, non la si concede mai, ognuno se ne sta nella sua bolla, così ogni tragedia si chiude alla stessa maniera: “non potevamo sapere”.
Potevamo, invece. L’insospettabile non esiste.
La superficialità dello sguardo verso il prossimo peggiora anno dopo anno.
Vedere davvero richiede una verticalità, una disciplina interiore che il mondo moderno ha smesso di esigere e dunque di coltivare. Chi non sa guardarsi dall’alto non scorgerà mai il precipizio nell’altro.
Restare svegli in mezzo a chi dorme è oggi una forma di aristocrazia.

WI

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