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LA VECCHIA STAZIONE? E’ L’IMMAGINE DELLA CITTA’…

PAOLO NON PERDE TEMPO A DIRE LA SUA… E CHI SE LA SENTE DI DARGLI TORTO? 

Cara Redazione, una domandina: avete mai provato a fare richiesta agli uffici competenti della struttura per recuperarla e portarla a nuova vita? No? Bene, vi assicuro che è una fatica di Sisifo. Per quei pochi o tanti che non conoscono Sisifo, ricordo che la sua punizione, datagli dagli dei, per aver osato sfidarli, fu quella di portare con le proprie forze un masso in cima ad un monte, ed ogni volta che arrivava, il masso rotolava ai piedi del monte stesso….questo per l’eternità! Bene, per quei pochi o tanti Sisifo, tra i quali il sottoscritto, che si sono avventurati nel dedalo di uffici, domande e moduli da riempire, carte da sottoporre, agli uffici competenti, per provare a rivitalizzare e recuperare la struttura alla comunità, la caduta del tetto è la logica conseguenza. Direi che amministrazione comunale e ferrovie, competenti negli uffici, hanno perpetrato una mirata politica di abbandono. La vecchia stazione, mille volte meglio di quella specie di fort Alamo che si trova sperduta nel nulla ed abbandonata, senza un minimo di rimorso da tutti, salvo che da estemporanei vandali, furbi che partono all’assalto dei turisti inconsapevoli di finire nel deserto dei tartari, ed altre persone poco raccomandabili che tentano la sorte, scassinando le biglietterie elettroniche; la vecchia stazione dicevo, era un gioiellino come tanti in quell’epoca. Quando si costruiva non con lo stampino e le mazzette che uniformano l’immenso creato architettonico; non snaturava il contesto, ma si calava in una realtà che ammaliava e dava, a chi scendeva a Milazzo, la sensazione di essere in una città di mare….; giardini curati con fontana, non bellissima, ma funzionante. Insomma era la presentazione immediata della città, che all’epoca si amava ancora ed era, nei suoi angoli anche più caratteristici, Milazzo. Ora vederla ogni giorno, trattata peggio di un vecchio di famiglia, rompiscatole e malato, fa solo male. Ormai murata, nemmeno fosse una pazza furiosa che debba essere circoscritta nei movimenti e nelle scelte. Incomprensibile che una amministrazione, e non parlo solo di questa attuale, ma le ultime che si son succedute come avvoltoi su questa città disgraziata e vittima di se stessa, abbiano lasciato pervicacemente andare in rovina un gioiellino per noi milazzesi così importante e così storicamente e socialmente denso di ricordi. Chi non ha preso almeno un treno, il caffè alla stazione? Chi non ha conosciuto l’edicolante o Vittorio Vento? Chi non si è mai dato appuntamento davanti alla stazione e da lì, partire per la città. Credo che di ricordi ed episodi ne potremmo raccontare diversi e, spesso, molto divertenti. Ecco, se ci fosse un reato per depauperamento dei ricordi, qualcuno verrebbe condannato, senza appello. Anche lo stesso tentativo dell’amministrazione attuale di “recuperarlo” con un mercatino, senza però ridare vita alla piazza ed alla struttura, segnala una approssimazione che meriterebbe tante parole in più. Speriamo realmente che qualcuno abbia la forza e la capacità di recuperare questo ricordo civico, così come tanti altri, abbandonati a se stessi ed all’incuria, oltre amnesia consapevole dei politici di turno. Milazzo merita di più, ma tanto di più. Grazie come sempre dell’ospitalità e, seppure in ritardo, buona Pasqua a tutti.

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