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LACRIME DI COCCODRILLO

UNA INTERESSANTE ANALISI DEL PROF. FILIPPO RUSSO, che abbiamo letto sul suo profilo facebook e abbiamo voluto pubblicare su TERMINAL, dando spazio anche ad alcuni commenti. Un ritorno al passato, al tempo in cui il periodico TERMINAL veniva distribuito gratuitamente in migliaia di copie settimanali dando spazio a tutti ed essere vicini alla realtà sociale. Siamo grati all’amico Filippo che per noi rappresenta sempre un validissimo riferimento, così come siamo grati agli amici che hanno voluto arricchire, con i loro commenti, un argomento che meriterebbe un’attenzione maggiore da parte di una classe politica distratta. Ma non sarebbe sbagliato ipotizzare la nascita e l’affermarsi di una coscienza sociale, indipendentemente dai colori politici, che porti avanti le legittime richieste di un popolo sempre più vessato e costretto a subire. 

Eh, no! Questa pietosa esibizione di folgorati sulla via del ravvedimento potevano / possono risparmiarsela i politici, tutti, della grande ammucchiata e i commentatori televisivi allineati e coperti, tranne qualche voce dissonante proveniente da dove, almeno per noi, meno ce lo saremmo aspettati, e anche ciò è segno dei tempi. Dunque, bisognava attendere che arrivassero a destinazione degli utenti le bollette della luce, e alle porte bussano anche quelle del gas, per stracciarsi le vesti e gridare “al lupo, al lupo!”, ennesima dimostrazione di come nel Paese sia sempre più largo il fossato che divide la placida oasi dei privilegiati e il terreno accidentato della gente comune. Solo che questa volta – abbiamo l’impressione – le conseguenze potrebbero avere gravi ripercussioni per quanti hanno fatto sinora finta di non vedere, o se avevano visto hanno colpevolmente taciuto, e i risultati delle elezioni per il nuovo Parlamento ormai imminenti, un anno passa in fretta, potrebbero riservare sgradite sorprese e tradursi in un brusco risveglio.

Ma questi rappresentanti del popolo (della Sinistra, soprattutto) in mezzo a quale popolo vivono? Vanno mai al mercato (due finocchi, tre euro e venti; un chilo di pomodori intorno a quattro euro, a volte ancor più…), sanno che se fino allo scorso anno si doveva sborsare cento euro per una bolletta della luce ora il costo è raddoppiato, sanno che nelle grandi città il prezzo del biglietto dei mezzi di trasporto, senza ma anche con abbonamento, costituisce un aggravio ormai insostenibile per tante famiglie….? Intanto salari, stipendi, pensioni fermi al palo da anni. La classe media registra un inarrestabile scivolamento verso il basso; interi settori (ristorazione in primis, ma non solo) fortemente penalizzati dalle misure, a volte discutibili, anticovid; le schiere di disoccupati e sottoccupati sempre folte, nonostante quel che si sente in televisione (ma un contratto di pochi mesi, quando c’è, rappresenta veramente la panacea?). Di conseguenza, “si salvi chi può”, arricchimenti forse telecomandati per alcuni e disuguaglianze accentuate per tanti altri. Sembra di essere sul Titanic, ma gli orchestrali continuano a suonare. Anche il “governo dei migliori”, con questo trend, non lascerà traccia e sarà spazzato via. Non si dovrà dire, allora, che si è trattato di un voto incongruo di protesta, perché la protesta esprime sempre un malessere sociale, e se il medico non è stato in grado di intervenire non può non essere ritenuto responsabile. Tutti insieme appassionatamente? Quando mai… (f.r.)

COMMENTI – Filippo Isgrò – Ho sentito qualche brillante economista sostenere che bisogna dare sostegno ai bisognosi di sostegno e non generalizzare con i sostegni, ci penserà il mercato e la ripresa economica a risolvere i problemi. Ecco, l’idea che si può tornare come prima senza modificare il modello di sviluppo liberista e capitalista è la fregatura più grossa che si può dare! La sinistra si svegli, riprenda il suo ruolo, ritorni all’idea che esistono interessi e priorità differenti e, spesso, contrapposti.

Attilio Andriolo – Se non fosse accaduto ciò che è accaduto con il COVID, il commento lo condividerei al 100% , ma così com’è non fornisce la chiave di lettura dei fatti della politica nostrana. Questo governo, ma anche quello precedente, è figlio della impropriamente detta pandemia, meglio direi panicodemia. I numerosi e continui “vulnus” della carta costituzione, alla cui difesa corse la “sinistra” (quale?) in occasione del referendum, sono stati autorizzati da un governo e da un parlamento completamente soggiogato alle logiche della BigPharma. Finché non si prenderà coscienza di un progetto su scala mondiale, costruito già almeno vent’anni fa, che porterà all’arricchimento ulteriore dei ricchi ed all’impoverimento dei ceti medi borghesi, non si potrà fare un’analisi politica degli avvenimenti, nè invocare la cosiddetta “sinistra” (quale?) che ha sposato il progetto già da tempo.

Santo Laganà –  Filippo Russo hai citato la “sinistra”. Quale? Dove? La sinistra e i suoi valori non sono più rappresentati in questo Paese, ormai da tempo immemorabile. Tutte, nessuna esclusa, le forze politiche sono appiattite sul pensiero liberista. Cosa ha in comune il pensiero liberista con i valori della sinistra? Nulla. Le differenze da talk show, che emergono fra le varie forze politiche sono solamente delle lievi e, qualche volta, apparenti sfumature, tutte tese e proporre ricette diverse per garantire, comunque, una migliore (secondo loro) applicazione dello stesso pensiero, della stessa visione, senza escludere gli interessi di bottega che caratterizzano l’Italia in tutti i settori amministrativi, sociali, economici ecc. Mi viene l’orticaria quando sento nominare la “sinistra”.

Cristoforo Tramontana  – I “Rappresentanti del popolo” ai quali fai riferimento, rappresentano quei partiti Capitalisti che, da troppi anni ormai, tengono in scacco l’Italia con leggi elettorali fasulle che vietano ad una MAGGIORANZA pensante di popolo, di essere rappresentata. Avresti potuto e dovuto evitare l’inciso, (della Sinistra, soprattutto), perché se ancora non distinguiamo i Capitalisti dal resto, non possiamo più confrontarci politicamente. Se un trenta/trentacinque% non vota, ha un’idea politica. Aggiungi tutti i non aventi diritto ma, cogitanti, e le maggioranze parlamentari si rivelano raffazzonate, inesistenti, contraffatte. Deduciamo che, la maggioranza degli italiani, non è rappresentata in parlamento. Detto ciò, i rincari sui generi di prima necessità, non hanno motivo di esserci; produttori e commercianti del settore, hanno tranquillamente venduto in lokdown! Non si annoverano “perdite” in quel settore … la gente rinchiusa a casa mangiava giornalmente! Quindi le zucchine a € 4,30 non hanno ragione di rincaro. Vorrei porre a tutti, compreso Te caro Filippo, una domandina semplice ed elementare: – se il rincaro delle bollette, non avesse riguardato il comparto Industriale, l’Imprenditoria, insomma, i grandi evasori italiani, “Questa pietosa esibizione di folgorati sulla via del ravvedimento” sarebbe stata inscenata da Politici pronti a togliere diritti (art. 18), a penalizzare i pensionati, a stravolgere gli articoli della Costituzione, a diminuire stanziamenti per scuole e sanità pubbliche o, addirittura, impavidi nel votare “Ruby nipote di Mubarak”?



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