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LAVORI STRADALI: HANNO IMPARATO LA LEZIONE!

MIGLIAVACCAI TRANSENNAMENTI CONTRIBUISCONO A FARE DIMINUIRE I DISAGI NELL’UTENZA. MA ANCORA NON CI SIAMO… E NON OCCORRE ATTENDERE L’ULTIMAZIONE DEI LAVORI

Solo a novembre TERMINAL aveva pubblicato le foto della chiusura al traffico di via Migliavacca, divenuta per un paio di giorni di esclusiva proprietà della ditta incaricata di effettuare lo scavo e la successiva posa di cavi per conto dell’ENEL. Un traffico caotico nelle vie adiacenti difficile da smaltire in una città come la nostra nella quale sembra che tutte le auto giungano contemporaneamente e non riescono a procedere di un metro! La paralisi del traffico e le proteste dei cittadini avranno sicuramente consigliato (o suggerito) a chi doveva eseguire lavori IMPRESCINDIBILI di usare diversi accorgimenti. Non la deviazione all’interno della zona portuale, cosa che sarebbe stata la migliore soluzione, per evitare l’intasamento delle arterie adiacenti, ma la delimitazione del cantiere, con un transennamento adeguato, e la possibilità per i veicoli di potere circolare liberamente. Dalla via dei Mille fino alla Cavour, e quindi alla Piraino, i cittadini hanno dovuto rinunciare solo alle zone riservate alla sosta, ma sono stati liberi di circolare limitando i disagi. Ecco la foto che indica il transennamento in piazza Caio Duilio: siamo quasi in dirittura d’arrivo, e alla fine dei lavori dovrebbe essere ripristinato l’asfalto, al posto di quello grossolano e pericoloso per la circolazione che da mesi ha fatto gridare allo scandalo. Tieni duro, pioverà, si scriveva e penso si scriva ancora su qualche autovettura che resiste impolverata. Anche qui vale lo stesso: e le tracce degli scavi dovrebbero essere ripristinate “a regola d’arte” con asfalto adeguato. E’ proprio vero anche un altro detto siciliano: “A squagghiàta ‘a nivi, si vìdunu i puttùsa!“. Solo che qui i “puttùsa”, ossia i buchi, gli automobilisti li hanno dovuto vedere, e sentire, mentre ancora … nevicava, man mano che l’asfalto si sgretolava e finiva in mezzo alla strada… “‘nzignamentu… giuvamentu!“, per non perdere il contatto con i vecchi saggi della nostra Sicilia, che in fatto di detti non avevano nulla da apprendere da nessuno. Speriamo che la loro saggezza venga riconosciuta, in futuro, da chi deve autorizzare e vigilare! 

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