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LAVORO: FERMATA ALLA RAFFINERIA. MA QUANTI SONO I MILAZZESI ASSUNTI?

In quanti hanno i requisiti o le qualifiche necessarie per lavorare nel settore industriale? E perché non si svolgono, da decenni, quei corsi di formazione che prima preparavano la manodopera necessaria?

corsi_di_saldaturaCon il Comunicato Stampa n. 231 del 9 luglio scorso, il Comune di Milazzo informava di un incontro tra il Sindaco e i vertici della Raffineria, al termine del quale era “emerso” un protocollo sul sistema di selezione dei lavoratori. “Un metodo, continua il Comunicato Stampa, che sia trasparente e che privilegi i cittadini delle aree circostanti la raffineria”. A parte il fatto che un protocollo NON DEVE EMERGERE, ma eventualmente sottoscritto, e fatto rispettare, abbiamo notato che la notizia è stata data in pasto ai lettori e ai visitatori dei siti web i quali hanno espresso pareri negativi. Cosa abbastanza attendibile a poco meno di un mese dall’insediamento del nuovo sindaco, contro il quale si sono scatenati i detrattori della nuova amministrazione, che non hanno rinunciato a esprimere o  promuovere giudizi alquanto pesanti. Ma uno in particolare ci è piaciuto, per la pacatezza e per l’obiettività con cui ha voluto esaminare una situazione occupazionale che quelli della nostra generazione conoscono. Uno pseudonimo il suo, IMPEGNO, che pensiamo sia lo stesso che qualche altra volta si è rivolto alla nostra testata con lettere su qualcosa che al momento ci sfugge. Non andiamo a chiederci chi ci sia dietro quel suo nome, così come è stato fatto per mesi con il barbiere Mario Lametta. Riportiamo il commento tratto da OGGIMILAZZO, ben sapendo che facciamo pubblicità all’amico Gianfranco Cusumano, ma non siamo tanto puerili da non riconoscere il ruolo che lo stesso Gianfranco riveste nell’informazione quotidiana, e non lo vediamo assolutamente come un avversario: semmai non possiamo dire di essere colleghi, poiché è notorio che noi, di TERMINAL, non siamo giornalisti. Ecco il commento. E complimenti per l’ottima disamina. “Ma per selezionare un carpentiere, un tubista, un saldatore, uno strumentista, un ramista, un argonista, un montatore meccanico, un gruista, che protocollo si dovrebbe adottare? Lo sanno tutti che a Milazzo da decenni non vengono effettuati corsi di formazione di personale specializzato per le industrie. Solo parrucchieri, assistenti socio sanitari, operatori al PC per arricchire chi li organizza e gode di certi agganci alla Regione: e ne abbiamo le prove! I pochi giovani che potrebbero essere assunti dalla Raffineria entreranno negli uffici, ma saranno una goccia nel mare della disoccupazione! Gli altri, quelli che necessitano nelle fermate, nei lavori di montaggio o manutenzione, come al solito verranno da Gela, Priolo, Augusta o da altri posti dove proprio i giovani hanno interesse ad apprendere un mestiere compatibilmente con la realtà industriale della loro zona. Anche a Milazzo abbiamo di queste figure professionali: in pensione dieci anni prima per essere stati esposti all’amianto, sono ancora operative anche se ufficialmente ritirate dal lavoro… Per loro un doppio o triplo stipendio, specie quando vanno all’estero o in trasferta! Ma nessuno che pensi ad insegnare ai giovani diplomati cosa sia una flangia o un elettrodo o un tubo da 4 pollici in acciaio al carbonio o zincato!”.

 

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