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LE ELEZIONI IN SARDEGNA VISTE DA NOI (che qualcosa, modestamente, la capiamo…)

Nel settembre 2022 le élite portano alla vittoria la Meloni, la sola rimasta fuori dalle larghe intese a fare la parte della opposizione.

I conservatori credono che lei abbia posto fine alla pandemia, ma la realtà è che le restrizioni sono finite quando era già deciso che finissero.  Ed il governo di cdx non è riuscito nemmeno ad abolire le multe agli over 50, ma solo a fare il teatrino del rimando continuo con la faccia di Bagnai.

Insomma, il governo Meloni fa quello che avrebbe fatto il PD, ma i conservatori ripetono: meno male che non è il PD.

La sinistra che ha perso smalto in pandemia riprende il cavallo di battaglia sempreverde dell’antifascismo. Si stracciano le vesti per le manganellate agli studenti. Si indignano a compartimenti stagni. Ma, guarda caso, nel 2021 tifavano per quella stessa polizia che oggi condannano.

Nel 2024 alle regionali in Sardegna vince la sinistra di pochissimo. Adesso si fanno i conti in casa cdx dimenticando quello che si è fatto (o non si è fatto…) ad una manciata di giorni dal voto: bocciatura del terzo mandato e del presidente uscente Solinas, casualmente proposti dalla Lega. E mentre Lollobrigida (non Gina, ma quello del treno fermato a richiesta) si affanna ad ammettere la sconfitta, che ci sarebbe stata anche con la candidatura Solinas, parte il grido dell’antifascismo che rovescerà il governo fascista.

Quello che ha fatto le stesse cose che avrebbe fatto il PD.

Purtroppo questa è l’illusione della democrazia rappresentativa: che il 50% sia stato a casa non interessa proprio a nessuno. Ormai conta solo la poltrona.

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