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MANCA IL SEGNALE, L’AUTOBUS RESTA IN TRAPPOLA!

LO AVEVAMO DETTO, MA NESSUNO HA PRESTATO ASCOLTO. EPPURE BASTEREBBE SOLO UN SEGNALE DI DIVIETO DI ACCESSO, ALL’INIZIO DEL LUNGOMARE. SEGNALE CHE ESISTEVA, MA E’ STATO TOLTO PER FINIRE CHISSA’ DOVE. MA CHI LO HA TOLTO, HA ESEGUITO QUALCHE DISPOSIZIONE IMPARTITA PER ISCRITTO O LO HA FATTO DI SUA VOLONTA’? IN OGNI CASO, LO VADA A RIMETTERE AL SUO POSTO… ANCHE DI NOTTE PER NON FARSI VEDERE DA NESSUNO… 

E’ di qualche giorno addietro la notizia, pubblicata dalla Gazzetta del Sud, con un trafiletto e foto, di un pullman rimasto imprigionato nella Via Ryolo. L’articolo non commentava l’accaduto ma la voce del popolo, che ha assistito all’evento, narra delle peripezie di quell’ignaro conducente che – incredulo – le ha tentate tutte per districarsi.

Marcia indietro impossibile… Il tentativo di proseguire e svoltare sulla Cumbo Borgia fallito a causa di un “gazebo” autorizzato proprio sull’incrocio e per le solite macchine parcheggiate ad libidum… Tentativo di svolta sulla Umberto I°, non ne parliamo, visto che l’incrocio era ridotto ad un budello per sosta selvaggia. Conclusione ha dovuto tirare dritto fino a Ponente!!! Si dice che in quella circostanza si sentì anche una voce fuori dal coro: “’O figghiu…ma ‘cù ti potta mi ti ‘nzicchi ‘ntà ddù  strittu…!”.

Archiviato l’evento (sì, proprio archiviato visto che ad oggi nessun provvedimento è stato preso)  è giusto dare qualche chiarimento visto che è proprio accaduto quanto già ipotizzato un “secolo” fa senza che alcuno vi ponesse rimedio. Facile il commento dell’amico criticone ed ingenuo, seppur affettuoso. Per spiegare meglio occorrerebbe partire con “C’era una volta…” ma cercherò di spiegarlo scandendo gli eventi che hanno visto protagonista la nostra Marina Garibaldi sottoposta a scelte a dir poco cervellotiche e – sicuramente – incomprensibili in ordine alla modifica radicale della sosta e della  circolazione stradale ed allo scempio della stessa segnaletica stradale, mancante, contraddittoria, o…dismessa. 

Alle origini (sembra un secolo addietro) la Marina era fruibile da parte dei conducenti di veicoli in genere in modo ampio e totale senza restrizioni o divieti che non fossero quelli imposti da leggi e regolamenti stradali. Successivamente, nel dicembre del 2015 spuntò la novità della sosta “a spina di pesce” nel bel mezzo della Marina, ferma restando anche quella consentita lato mare. Nacque pure una pista ciclabile con la quale si abolì la sosta lato negozi (scelta  che poi si edulcorò inventando una sosta “a cassonetto” al centro strada), contrapposta a quella a “spina di pesce” di fresca innovazione e mal tollerata. Fu pure istituita l’isola pedonale sulla parte monte della Marina Garibaldi vigente dal sabato pomeriggio al mattino del lunedì successivo e qui nacque l’inghippo del pullman intrappolato: dapprima due cartelli contrastanti fra loro il primo, preesistente…ma poi eliminato, vietava il “transito ai mezzi pesanti” (SEMPRE); il secondo “divieto di circolazione” con prescrizione sottostante. Prescrizione che – ovviamente –  valeva secondo gli orari indicati e che, per contro, liberalizzava la circolazione per tutti i veicoli al di fuori della fascia oraria indicata. Camion pullman e mezzi pesanti compresi. In buona sostanza, i due cartelli erano in contrasto fra loro; cosa vietatissima dal C.d.S. che nel caso in specie prevede unico cartellone contenente tutte le prescrizioni. Risultato? Complessivamente, un vero vespaio cittadino: infrazioni delle peggiori, inversioni di marcia sulle strisce pedonali, articoli di dissenso anche sulle testate provinciali oltre che su quelle cittadine, raccolta firme per riportare la situazione allo status ante.

Fu così che il 23 giugno del 2016 (dopo 192 giorni) l’Amministrazione  CAPITOLO’, tornò sui suoi passi e – dopo tanti soldi buttati al vento – furono cancellate tutte le strisce che delimitavano gli stalli di sosta sotto accusa e si tornò alla normalità. Ma ciò non basta: successivamente, chissà per quale arcano, fu tolto il cartello di “divieto di circolazione per i mezzi pesanti” e restarono soltanto il divieto di circolazione con annessa prescrizione e l’isola pedonale che – nel tempo – scomparve come neve al sole. Occorre sottolineare che i paletti posti sul lato destro di via Ryolo furono tolti, buttati chissà dove per ferrovecchio, e al loro posto realizzate delle strisce che avrebbero (avrebbero!) il compito di dissuadere la sosta di auto che, strafottendosene, parcheggiano e restringono la sede stradale!!! Fare e disfare è pur sempre un bell’esercizio cerebrale, peccato che cozzi con la logica ed il buon senso quando non è “partorito” secondo rigidi principi e motivazioni inattaccabili.

Chiarito così il perché del segnalato inconveniente, con attore involontario l’incolpevole autista del pullman che non vide – perché  NON  C’ERA – alcun cartello che gli vietasse di percorrere la Marina Garibaldi per poi svoltare sulla Via Ryolo.

E’ stato veramente sfortunato; tanti altri, mi risulta personalmente, sono stati avvisati in tempo da volenterosi che hanno sconsigliato di svoltare per Via Ryolo. E ora, nonostante tutto, cosa resta di quella segnaletica ballerina e certamente mal coordinata e di tutte le bili di cittadini e negozianti soprattutto?

Un bel niente …anzi, uno scheletrico paletto nudo e crudo che, per il semplice fatto di non essere “vestito” secondo normativa stradale, nulla può vietare: né il transitare di tutti i veicoli pesanti di questo mondo, né impedire che certi responsabili perdano di vista così platealmente i loro compiti ed il loro DOVERE.

Commentare, secondo il nostro intento, non è un esercizio di passatempo ma un vero impegno sociale, anche se in questo caso abbiamo qualche perplessità circa la possibilità di arrivare velocemente alla eliminazione del problema, di per sé banale e risolvibile a costo zero se solo qualcuno vorrà interessarsene fattivamente. Resta, però, inconfutabile il fatto che segnalare gli accadimenti confortati da fondamento e nell’interesse collettivo, è un preciso diritto-dovere civico. Sperare nella soluzione? E’ come chiedere miracoli. Non ci pare che questa città sia … in grazia di Dio! 

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